STATO E RIVOLUZIONE DI LENIN STATO E TRASFORMAZIONE DI LOSURDO

October 23rd, 2013

Nel confutare la teoria marxista leninista dello Stato, confutazione  presente in diversi suoi scritti, Losurdo  è solito citare, in modo strumentale (e arbitrario) Marx e Engels. Nel saggio di cui ci occupiamo ora con molti anni di ritardo -ma….meglio tardi che mai- «Antonio Gramsci, dal liberismo al comunismo ‘critico’ »  egli usa Gramsci per portare acqua al mulino delle sue argomentazioni intese a rigettare -ripetiamo- la teoria comunista dello Stato. Eleva Gramsci alle stelle e arriva a dire che il rivoluzionario sardo, nella polemica contro l’anarchismo «va ben al di là  di Marx e Engels» (pag.198). Con questa operazione strumentale Losurdo si lega alla tradizione di Togliatti e degli intellettuali togliattiani che acconciarono gli scritti del carcere di Gramsci alla via “italiana” al socialismo. Ma c’è una differenza: il Pci togliattiano ha sempre fatto riferimento palesemente, costantemente, dichiaratamente, ossessivamente si potrebbe dire, a Lenin (manipolandolo  e falsificandolo in ogni modo, ovviamente) ma questo riferimento a Lenin comunque obbligava la linea revisionista ad una maggiore e più astuta cautela. Losurdo, invece, dall’alto della sua cathedra  procede a testa d’ariete.
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L’OBBROBRIOSA MANIPOLAZIONE AI DANNI DI UN GRANDE COMUNISTA di Amedeo Curatoli

October 3rd, 2013

Il grande comunista di cui parliamo è Antonio Gramsci, leninista della prima ora, leninista nel senso di fautore della lotta armata come unico mezzo per rovesciare la dittatura borghese.  In Cina nel 1983 la Casa editrice del Popolo ha pubblicato i Quaderni del Carcere. In una successiva antologia di scritti gramsciani (1992) si dice: “Gramsci fu il teorico della rivoluzione proletaria in Italia e applicò con reale impegno il marxismo-leninismo in Italia”. Sì, Gramsci fu questo. Egli capì immediatamente la rivoluzione russa, e capì profondamente la linea di Lenin prima che i bolscevichi prendessero il potere. Appoggiò e propagandò questa linea nei suoi articoli sul Grido del popolo e sull’Avanti (sezione torinese). Quando, il 13 agosto 1917 il governo provvisorio di Kerensky inviò in Italia suoi rappresentanti, Gramsci organizzò a Torino una manifestazione di massa con 40.000 dimostranti che gridavano a gran voce lo slogan: VIVA LENIN! Lo stesso accadeva a Firenze, Milano, Bologna. La settimana successiva lo sciopero iniziato in alcune fabbriche si trasformò in sciopero generale insurrezionale. L’esercito dovette usare i carri armati e le mitragliatrici pesanti per domarlo. Rimasero sul terreno della battaglia 21 lavoratori uccisi. Gli operai insorti riuscirono ad abbattere solo tre poliziotti, vi furono centinaia di feriti e 1500 arresti. Gramsci aveva allora 26 anni e fu in quel grandioso clima rivoluzionario che si formò come dirigente leninista. La marea rivoluzionaria continuava a salire, fino a giungere, a Torino, all’occupazione generalizzata delle fabbriche dove gli operai si asserragliavano armati di tutto punto e pronti allo scontro finale contro il capitalismo e contro il dominio borghese. Il Primo Maggio del 1919 Gramsci fondò il settimanale L’Ordine Nuovo che gettava benzina sul fuoco. I riformisti del suo partito (militava nel Psi) lo temevano, e lo temeva anche il governo, che sottoponeva a censura i suoi scritti. Quello che passerà alla storia  col nome di Biennio Rosso (1919-1920) fu contemporaneo all’instaurazione della Repubblica Sovietica in Ungheria e seguì di poco la Rivoluzione tedesca del 1918; c’era in Europa un fermento rivoluzionario dappertutto. Sulle cause della sconfitta del Biennio Rosso e dell’ascesa del fascismo citeremo fra poco un documento della III Internazionale Comunista.


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MARY, STAFFETTA PARTIGIANA

April 28th, 2013

Per conoscere l’attività delle staffette partigiane durante la resistenza ho pensato di intervistare mia nonna Clara.
Ecco la prima domanda:

  1. Raccontami la situazione in Italia dopo l’ 8 settembre 1943?

L’8 settembre del 1943 in seguito al proclama dell’armistizio da parte di  Badoglio, l’esercito italiano fu allo sbando , tutti pensarono che fosse finita la guerra, invece arrivò immediatamente l’esercito tedesco ad occupare l’Italia.
2)Che cosa fecero i miei bisnonni?
Quel giorno i bisnonni, essendo comunisti, sapevano che avrebbero dovuto andare via dalla città, immediatamente, per difendere il paese dal nazismo e per non finire nei campi di sterminio di Hitler. Il bisnonno Pinin partì per la montagna e andò ad organizzare i futuri partigiani. La bisnonna Mary rimase in città perché doveva seguirmi (avevo un anno e mezzo), poco tempo dopo, vennero a casa gli agenti della LOVRA (la polizia politica fascista), cercavano il bisnonno Pinin, se lo avessero trovato, lo avrebbero torturato, per sapere nomi dei suoi compagni e poi l’avrebbero fucilato o mandato nei campi di sterminio. Qualche giorno dopo quella “visita”, la bisnonna Mary decise di raggiungere il marito, mi portò con sé, raggiunse Pinin ad Altare, un paesino in provincia di Savona.
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Considerazioni sulla giornata dell’8 marzo. Francesco Rozza

March 14th, 2013

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Oggi, grazie a facebook, ho letto tantissimi testi in relazione alla giornata dell’8 marzo. Quasi tutti sono bellissimi per un verso o per l’altro. Pochi, però, fanno riferimento esplicito alla più grande contraddizione che oggi in misura preponderante determina la condizione femminile: la contraddizione capitale lavoro. Forse tra noi compagni riteniamo scontate certe acquisizioni e, pertanto, troviamo banale ripeterle. Io credo che invece dobbiamo sempre sottolineare ciò che è principale e da lì partire con il piede giusto per fare tutti i passi successivi. In alcuni interventi mi è sembrato che l’oppressione del capitalismo risultasse non dico rimossa, ma senza dubbio un po’ decentrata. Invece ogni volta che ne abbiamo l’occasione dobbiamo, in quanto comunisti e, perciò, rivoluzionari, “predicare” l’odio di classe. E’ vero che la contraddizione di genere è reale e forte. Ma più forte ancora è la contraddizione di classe dalla quale dipendono tutte le altre contraddizioni. Il Manifesto del Partito Comunista non a caso comincia con la famosa frase : la storia di tutte le società finora esistite è storia di lotte di classi. Marx non dice che la storia di tutte le società è storia di lotte di genere o di etnie, che pure costituiscono un gigantesco problema.
D’altronde nessuno più dei comunisti si è impegnato nel contrastare l’oppressione delle donne e quella dei popoli colonizzati e depredati. Appena preso il potere, i bolscevichi deliberarono il suffragio universale (maschile e femminile).
Solo la rivoluzione proletaria porrà fine all’oppressione di classe , all’oppressione di genere, all’oppressione etnica e a tutte le altre oppressioni.
A tal proposito allego di seguito un famosissimo articolo di Lenin

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I MESTATORI DELLA FINANZA E IL CANAGLIUME POLITICO CHE LI RAPPRESENTA

March 8th, 2013

 

Non si può dire che il canagli­­­­ume politico che “governa” l’Italia, si stia comportando come le zoccole nelle sentine delle navi che stanno per affondare. Non si può dire perché, purtroppo, la nave, sventuratamente per il popolo lavoratore, disoccupato e precario del nostro Paese, non sta ancora affondando. Ma lo tsunami Grillo sta mettendo comunque a durissima prova i parassiti parlamentari a vita.

I rappresentanti politici del capitalismo monopolistico italiano, i cosiddetti “legislatori”, cioè la masnada di crapule che navigano nell’oro del danaro pubblico, dopo che i loro partiti hanno subito la sonora batosta elettorale con la perdita di milioni e milioni di voti, tenteranno di mettere su, ancora una volta, grazie ad una legge elettorale truffaldina, ciò che avevano già fatto in passato, cioè  un “governassimo”. Lo avevano già fatto, quando misero da parte lo Squalo d’Arcore e chiamarono il  “Professore”, rappresentante del potere finanziario dell’Europa borghese-imperialista. Costui, con delinquenziale determinazione, ha finito di immiserire e scaraventare sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie. E ha fatto questo lavoro sporco e criminale anche offendendo la gente, quando osò dire, impunito, che il lavoro fisso era “noioso”!


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Gloria imperitura al compagno Chavez!

March 6th, 2013

 

L’imperialismo Usa, principale nemico dei popoli del mondo e centro attivo di sostegno a tutti i possibili colpi di Stato compiuti dai reazionari e dai fascisti in ogni angolo della terra contro qualsiasi processo di civiltà, di lotta per la democrazia politica e di liberazione nazionale, non si ferma di fronte a nessun crimine. Il vice-presidente venezuelano Nicolas Maduro poche ore prima della morte di Chavez aveva apertamente accusato gli Usa di complotto contro il “Comandante” e aveva paragonato il destino di Chavez a quello di Arafat avvelenato dai nazisionisti. Ricordiamo, anche in questa tristissima circostanza, che vi sono stati, da parte dei servizi segreti Usa, oltre trecento tentativi di eliminare fisicamente Fidel Castro.

 

La marea montante della rivolta anti-Usa è irrefrenabile, Washington sta definitivamente perdendo il controllo dell’America latina e l’eliminazione dell’eroico leader bolivariano Chavez non arresterà un tale processo.

I comunisti di tutto il mondo abbassano le loro bandiere listate a lutto per onorare la memoria del Leader venezuelano.

 

Gloria imperitura al compagno Chavez!

 

                                      Viva i processi di liberazione nazionale dell’America Latina e di tutto il mondo!

 

                                      Viva il comunismo!

 

                                      Morte al nazisionismo!

 

                                      Morte all’imperialismo mondiale con al centro l’imperialismo Usa!

ANCORA E SEMPRE PER KARL HEINRICH MARX (14 marzo 2013, 130° anniversario della morte). Di Maurizio Nocera

March 4th, 2013

In questi ultimi decenni di neofascismo berlusconista, sono stati molti i teorici del fallimento capitalista che hanno decretato morto e sepolto il marxismo e il comunismo, scambiandosi tra di loro, ovviamente per convenienza opportunistica, l’accusa di essere “comunista”. Così che, quando qualcuno osava allontanarsi appena un poco dalle affermazioni stupide e rincitrullite del capo, veniva subito bollato come “comunista”. Per cui, così com’è accaduto per più di un secolo e mezzo fa, ancora oggi, vale la pena di affermare che «uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo».

Marx ed Engels hanno scritto nel Manifesto del Partito Comunista: «Qual è il partito d’opposizione che non sia stato tacciato di comunista dai suoi avversari che si trovano al potere? E qual è il partito d’opposizione che, a sua volta, non abbia ritorto l’infamante accusa di comunista contro gli elementi più avanzati dell’opposizione o contro i suoi avversari?».

Non c’è bisogno di alcun commento a questa affermazione scritta nel 1848, perché tutt’intero il suo reale significato vale ancora ai nostri giorni. Per di più in un momento come questo che viviamo nell’occidente capital imperialista, dove la borghesia ha scatenato una lotta spietata contro il proletariato, una vera e propria guerra al proletariato, e quindi una guerra al marxismo. Ha sostenuto e sostiene con lauti stipendi e privilegi e prebende quanti lavorano alla falsificazione, all’adulterazione del marxismo al fine di rendere inservibile questa teoria al proletariato.
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Sempre peggio: Governissimi e centridestrisinistri

February 28th, 2013

Notate: dopo la vittoria elettorale del Movimento 5 stelle, tutte le facce di bronzo della stampa borghese, camuffati da direttori “indipendenti“ ma sostenitori e guardiani del criminale sistema borghese, dal Corriere della Sera all’Unità passando per Repubblica (per non parlare di quelli -ancora più orrendi-  che si sono sistemati alla corte dello Squalo di Arcore), cercano di capire, ora che il meccanismo delle “regole democratiche”  si sta pericolosamente lesionando, come rimetterle in sesto queste regole, come scongiurare il pericolo di una crisi che potrebbe divenire irreversibile. Il lamento è universale:Non c’è più governabilità! ” cioè non c’è più una schifezza di maggioranza che possa garantire una schifezza di governo.

 

“La Seconda Repubblica è affondata, ed è affondata anche la Terza” qualcuno di loro ha dichiarato, intendendo dire che nemmeno in un futuro non troppo lontano si riuscirà a riattivare il funzionante meccanismo truffaldino della “sovranità”  popolare che elegge e dunque legittima al potere i ladri e i disonesti  degni rappresentanti del Capitale. Costoro, che siedono da decenni in Parlamento e nelle stanze del comando, prevedendo pericolosi fenomeni di rigetto da parte del “popolo sovrano”, hanno inventato i più lerci meccanismi elettorali  per tutelarsi da eventuali “tsunami”. Ma nonostante i Mattarellum e i Porcellum ( ma vi rendete conto quanto in basso hanno fatto cadere finanche la nostra meravigliosa lingua italiana?) nonostante i Mattarellum e Porcellum, dicevamo,  che fanno impallidire la Legge truffa del 1953, non sono riusciti a controllare l’elettorato, che ha urlato all’unisono, attraverso la bocca di un comico : fate schifo tutti, andatevene via!           

 

Il gioco alle elezioni, che è il maggior vanto della borghesia imperialista occidentale, ma che, nella realtà della lotta fra le classi è la maniera più astuta e mistificatoria per tener soggiogato il popolo lavoratore senza dover ricorrere direttamente all’esercito e alla polizia, questo gioco comincia a rivelarsi, anche per i più, finalmente, per quello che è: una truffa ai danni dei diseredati che costituiscono la maggioranza della nazione. I porci della stampa governativa vorrebbero che la truffa durasse all’infinito e i politici borghesi si daranno da fare per inventare nuovi Mattarellum e nuovi Porcellum per raschiare più a fondo quello poco di “sovranita” popolare di cui ancora vi è una qualche traccia. Per intanto, dicono che questo è il momento delle  “scelte coraggiose”, ciò che  sta a significare: nell’attuale congiuntura particolarmente difficile per noi, inventiamoci una forma istituzionale (per esempio il “Governassimo” ) per continuare a dare addosso alla povera gente, per continuare l’opera del “Cavaliere” ieri , del “Professore” oggi, e, forse, domani,   mettendo al governo il pupazzo che neanche il suo paese natale, Bettola, ha votato. Il solo tirare in ballo il “Governassimo” (badate: il solo ipotizzarlo come cosa potenzialmente fattibile) svela alla luce del sole ciò che i rivoluzionari dicono da sempre: che non c’è differenza nell’attuale gioco parlamentare borghese, fra destra e “sinistra”, esattamente come non c’è differenza fra i democratici e i repubblicani negli Usa. La “scelta coraggiosa” di cui parlano sta a significare proprio questo: ma sì, diciamolo con coraggio che Bersani e il Berlusca possono governare assieme!

 

La conclusione? La conclusione è che i rivoluzionari si devono unire, che le grandiose tradizioni teoriche e di prassi rivoluzionarie del marxismo sono le uniche in grado (e storicamente si sono rivelate tali)  di orientare e guidare il popolo all’assalto del marcio regime borghese per abbatterlo e instaurare il socialismo. L’esempio di questo terremoto elettorale italiano potrà incoraggiare altri popoli europei a produrre simili sconquassi. Le vie della rivoluzione o, detto più cautamente, le vie che possono aprire spiragli rivoluzionari, sono infinite. Possono anche essere propiziate da rivolte elettorali che riescono provocare un inceppo molto serio alla “governabilità” borghese. 

A.C.

Ciò che bisogna ricordare di Eugenio Curiel. Di Amedeo Curatoli

December 26th, 2012

Abbiamo letto con un senso di estremo disagio l’articolo del compagno Gianni Fresu “Eugenio Curiel e la generazione che rottamò il fascismo pubblicato sul numero 433 di Nuove Resistenti”. Vi si dice che Curiel, giovane brillante, scienziato e marxista, lottò “per abbattere il regime (fascista) e ricostruire da zero la democrazia”. Non è vero. Curiel combatté fino al sacrificio della propria vita ad opera dei fascisti per instaurare in Italia il socialismo, non una non meglio identificata democrazia. Il compagno Fresu tace incredibilmente sul principale merito storico di Curiel, quello di aver teorizzato ed enunciato con chiarezza la tattica rivoluzionaria da adottare per giungere in Italia, all’indomani della distruzione del nazifascismo, all’esclusivo possesso dello Stato da parte della classe operaia. Denominò questa tattica “Democrazia Progressiva” che fu fatta propria dal Pci al suo V Congresso. Su questo momento assolutamente cruciale della storia della lotta di classe nel nostro paese e sul ruolo svolto da Curiel ho scritto un articolo pubblicato su  lanostralotta.org dal titolo “Il ’Migliore’ ha affossato il comunismo in Italia”a cui rimando il lettore. Da quell’articolo traggo due citazioni, una di Curiel e una di Secchia.

 

1- Scrive Curiel:

“Ogni programma sarebbe una limitazione dell’importanza e della

 fecondità della democrazia progressiva la cui funzione è quella di garantire le condizioni politiche e sociali migliori all’opera della ricostruzione senza assegnare per questo un confine precostituito tra problemi della ricostruzione e problemi dell’ edificazione della società socialista…dobbiamo lottare perché la democrazia progressiva si realizzi superando i limiti e gli ostacoli che le vorranno frapporre forze reazionarie, dobbiamo lottare perché la rottura si operi nelle condizioni a noi più favorevoli, quindi in condizioni tali che la rottura venga ad essere la meno costosa possibile per la classe operaia e per tutta la nazione”
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Da Beirut importanti indicazioni per i comunisti di tutto il mondo. Di Francesco Rozza

December 26th, 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si è svolto a Beirut tra il 22 e il 25 novembre 2012, il quattordicesimo “Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai” (IMCWP). Vi hanno preso parte 60 formazioni politiche tra le quali meritano una particolare menzione il Partito Comunista Cinese, il Partito Comunista Cubano e il Partito Comunista del Vietnam che hanno guidato il loro popolo alla conquista del potere attraverso una durissima e prolungata lotta rivoluzionaria. Ora dirigono lo Stato e il governo nei rispettivi paesi e, complessivamente, amministrano la vita di quasi un miliardo e mezzo di persone, cioè circa un quarto della popolazione mondiale.

All’incontro internazionale hanno portato il loro contributo anche partiti comunisti di grandissimi paesi che partecipano direttamente al governo centrale o amministrano importanti territori, come ad esempio il Partito Comunista Indiano (Marxista) – il P.C.I.(M) governa alcuni decisivi stati dell’Unione Indiana quali il Bengala occidentale che conta quasi 100 milioni di abitanti e il Kerala con quasi 40 milioni di abitanti – il Partito Comunista del Sud Africa, il Partito Comunista del Brasile.

C’era l’Akel (Partito Progressista dei Lavoratori) di Cypro che dal 2008 governa l’isola in una difficilissima situazione per non dire proibitiva (presenza di basi Nato e ampie zone occupate militarmente da truppe turche). E altre importanti formazioni comuniste o proletarie che influenzano la vita politica del loro paese o in alleanza con la coalizione governativa, ad esempio il Partito Comunista dell’Ucraina e il Partito Comunista della Bielorussia o all’opposizione, ad esempio il Partito Comunista di Bohemia e di Moravia (Repubblica Ceca) , il Partito Comunista della Grecia, il Partito Comunista Portoghese, il Partito Comunista della Federazione Russa.
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