NUOVA DELHI: INCONTRO INTERNAZIONALE DEI PARTITI COMUNISTI E OPERAI From: Communist Party of China


 

NUOVA DELHI: INCONTRO INTERNAZIONALE DEI PARTITI COMUNISTI
E OPERAI

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From: Communist Party of China
http://www.idcpc.org.cn/
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Discorso a nome della delegazione del Partito Comunista Cinese

(traduzione a cura della redazione de “la nostra lotta”)

 

 Signor Presidente, colleghi delegati,

è un onore per me e i miei colleghi essere stati delegati dal Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese a partecipare a questo Incontro Internazionale di Partiti Comunisti e Operai (I.I.P.C.O.).

Innanzitutto permettetemi di portare i saluti e gli auguri del nostro ministro Wang Jiarui e dei suoi collaboratori del Dipartimento degli Affari Esteri. Questo I.P.C.O. è un’importante occasione, per i partiti comunisti del mondo, di scambiare informazioni, confrontare idee e discutere di alcuni problemi cruciali. Finora si sono tenute dieci Conferenze, ed oggi siamo qui riuniti, in Nuova Delhi, per dare inizio all’undicesimo I.I.P.C.O.

In secondo luogo, colgo questa opportunità per informarvi su ciò che di nuovo sta avvenendo in Cina e anche sulle recenti attività del Partito Comunista Cinese. La crisi finanziaria che ha avuto origine negli Stati Uniti l’anno scorso ha pesantemente coinvolto l’economia e la vita dei paesi di tutto il mondo. A causa dei contraccolpi negativi di questa crisi il 2009 è stato l’anno più difficile, dall’inizio del 21° secolo, per lo sviluppo economico della Cina.

Per fronteggiare la crisi e continuare a mantenere costante e rapido lo sviluppo e la crescita economica, Il Partito Comunista e il Governo Cinese hanno adeguato, con tempestività, le politiche macroeconomiche, adottando una politica fiscale dinamica ed una politica monetaria meno rigida, pianificando una serie di misure tali da stimolare la domanda interna e promuovere la crescita. E’ stato attuato un programma di investimenti biennali per l’ammontare di 4.000 miliardi di yuan, ciò che ha notevolmente incrementato la spesa pubblica allo scopo di ampliare la domanda delle famiglie ed elevare il livello di vita del popolo. Sono state messe a punto politiche di sgravi fiscali e riduzioni del tasso di interesse per consentire la liquidità del sistema bancario e stabilizzare la domanda estera. Si è dato inizio ad un vasto programma industriale di ringiovanimento e ristrutturazione per incoraggiare l’innovazione ed aumentare il risparmio energetico, per ridurre le emissioni e per la protezione dell’ambiente. Grandi sforzi sono stati fatti per allargare il mercato interno, particolarmente il mercato rurale, per stabilizzare lo sviluppo agricolo e aumentare il reddito dei contadini. Sono state approntate misure efficaci per riformare il sistema di sicurezza sociale, per garantire l’accesso al servizio medico di base e la scuola dell’obbligo gratuita. Si è inoltre attuata una politica delle abitazioni tale da facilitare, ai residenti urbani e rurali,  l’acquisto di case senza eccessive preoccupazioni.

Ora, queste misure stanno cominciando a produrre i primi effetti positivi. A partire da gennaio, e fino a settembre, il nostro Prodotto Interno Lordo è cresciuto del 7,7%, il volume delle vendite al dettaglio è aumentato del 5,3%, mentre l’indice dei prezzi al consumo è sceso dell’1,1%. Questi dati stanno ad indicare che il nostro consumo interno si mantiene sostenuto, che aumenta costantemente la domanda di investimenti, che la società, nel suo insieme, è stabile, e che la situazione economica complessiva si avvia a subire ulteriori miglioramenti.

Quest’anno è caduto il 60° Anniversario della fondazione della nuova Cina. Nei trascorsi 60 anni il Partito Comunista della Cina  e  il popolo cinese sotto la sua direzione ha raggiunto mete gloriose che hanno richiamato l’attenzione del mondo intero: l’economia e la potenza della Cina si è notevolmente accresciuta e la nostra nazione è diventata la terza fra le più grandi forze economiche del mondo con un volume di scambi commerciali che raggiunge anch’esso il terzo posto  mondiale. Il livello di vita in Cina è notevolmente migliorato: il Prodotto Interno Lordo pro-capite è passato dai 35 $ nel 1949 ai 3266$ nel 2008, e l’aspettativa di vita si è estesa da 35 a 73 anni. Il livello morale ed etico della società cinese si è elevato. Un sistema socialista con caratteristiche cinesi,  fondato sulla legge, ha preso forma: sforzi costanti sono stati fatti per promuovere il ruolo della legge ed elevare il livello complessivo culturale e dell’integrità del nostro popolo. Le relazioni fra la Cina e il resto del mondo hanno subito mutamenti di portata storica, per cui oggi il mondo intero guarda alla Cina con più attenzione. Il destino della Cina e il destino del mondo sono sempre più strettamente legati fra loro.

 

L’esperienza degli ultimi 60 anni dimostra che durante la fase primaria del socialismo dobbiamo sempre mirare allo sviluppo economico come obiettivo centrale, fare riforme e aprirci all’estero come idea guida, per promuovere dappertutto uno sviluppo economico, politico, culturale e sociale e coltivare, a livello di massa, un senso di conservazione (delle risorse ndt). Dobbiamo spingere in avanti la riforma politica ed economica e riformare anche in altri settori per motivare l’intera popolazione perché si raggiunga un clima di maggiore entusiasmo, iniziativa e creatività, perché si realizzi uguaglianza sociale e giustizia e si diffonda in tutto il paese un clima di vitalità. Dobbiamo sviluppare la democrazia socialista, migliorare il sistema legale socialista, puntare sul ruolo della legge e garantire la stabilità del paese. Dobbiamo migliorare ed accrescere la costruzione del partito, portare avanti, in profondità, campagne contro la corruzione e stringere ulteriormente i legami fra il partito e il popolo.

 

Alcuni partiti, per scarsa conoscenza delle condizioni nazionali della Cina, pensano che la Cina abbia rinunciato al marxismo e deviato dal sentiero del socialismo, e alcuni addirittura definiscono il sistema cinese “capitalismo autoritario”. Ma queste accuse non sono vere. Come voi tutti sapete, la Cina è un immenso paese orientale con una cultura e un retroterra economico relativamente arretrati. La Cina è e rimarrà ancora, per un lungo periodo, nello stadio primario del socialismo. Non vi sono riferimenti, nei classici del marxismo, su come procedere nello sviluppo del socialismo nelle nostre speciali condizioni nazionali. Il PCC ha sempre tenuto il marxismo come guida ideologica fondamentale, ha insistito nell’adattare i principi basilari del Marxismo alle condizioni cinesi mantenendosi all’altezza dei tempi, ha provato ad esplorare una nuova via per costruire il socialismo. I leader delle successive generazioni hanno messo in comune la saggezza di tutto il partito, hanno riflettuto sulle esperienze e sulle lezioni di altri paesi ed hanno fissato un sistema di teorie del socialismo con caratteristiche cinesi. Sulla via della sperimentazione, il PCC, in quanto partito avente un ruolo dirigente, deve trarre insegnamenti da tutte le eccellenti realizzazioni delle civiltà umane inclusi i sistemi e i metodi di direzione che riflettono le leggi di governo della moderna produzione sociale come il sistema economico del mercato capitalistico. Tuttavia ciò non significa che stiamo perseguendo il capitalismo, o che ci stiamo convertendo ad esso. Al contrario, il nostro obiettivo è migliorare, consolidare e sviluppare il socialismo. Sono convinto che una incessante esplorazione dei comunisti cinesi, il loro successo nel costruire una Cina più forte,  non solo può aiutare ad arricchire e sviluppare il Marxismo, ma anche incoraggiare ed ispirare i comunisti di tutto il mondo a continuare ad essere legati al socialismo. Questo, credo sarà un grande contributo al movimento socialista internazionale.

 

Lo scorso settembre si è aperta la Quarta Sessione Plenaria del 17° Comitato Centrale del PCC in cui è stata adottata la “Decisione del Comitato Centrale del PCC per rafforzare e migliorare la costruzione del partito”. In questa riunione sono stati pianificati miglioramenti nella costruzione del partito nel nuovo periodo. Le idee principali espresse in questo documento sono le seguenti:

 

1. L’importanza dell’edificazione del partito in una nuova situazione

 

Essendo stato alla guida del Governo per 60 anni, il PCC ha dato prova di essere la chiave di ogni successo conseguito nel Paese e la sua posizione dirigente deve essere fermamente sostenuta. In un mondo che sta andando incontro a grandi sviluppi, a grandi trasformazioni e adattamenti, la Cina si trova a dover fronteggiare una serie di nuove circostanze e nuovi problemi. Il PCC deve farsi carico di immensi, complessi e gravosi compiti spingendo ulteriormente in avanti la riforma,  l’apertura e la modernizzazione socialista. Quindi l’imperativo, per il Partito, è essere vigilante nei riguardi delle sfide che si fanno avanti, avere il coraggio di seguire percorsi su nuovi binari e fare instancabili sforzi di automiglioramento.

 

2. Lezioni basilari da trarre nella costruzione del partito

 

L’edificazione teorica e ideologica deve essere posta in primo piano per far sì che tutti i membri di partito padroneggino meglio l’essenza del marxismo negli sforzi di costruzione del partito che devono integrarsi con la missione ultima del partito in modo tale da garantire la sua unitaria leadership nello sviluppo socialista. Dobbiamo concentrare gli sforzi sulla capacità di governare del partito e mantenere la sua natura di avanguardia in modo tale che il PCC sia sempre al passo con i tempi Dobbiamo sempre tenere in mente che il PCC deve mettersi al servizio degli interessi del pubblico e che esso è delegato ad esercitare il potere dello stato per conto del popolo, e che esso deve mantenere stretti legami con la popolazione. E inoltre, il partito deve far proprie nuove idee e nuove pratiche per accrescere il proprio dinamismo.

Ultimo, ma non meno importante, il partito deve esercitare l’autodisciplina, essere vicino a tutti i suoi membri e migliorare i metodi amministrativi degli affari di partito.

 

3. I compiti della costruzione del partito nel nuovo periodo

 

Il PCC si costruirà secondo un orientamento Marxista ed eleverà la sua coscienza politica e ideologica. Dobbiamo migliorare il centralismo democratico ed espandere la democrazia all’interno del partito. Dobbiamo anche approfondire la riforma del sistema della promozione del personale dirigente e costruire un contingente di quadri di alto livello che abbiano maggiori competenze nel promuovere sviluppo scientifico e armonia sociale. Devono essere raddoppiati gli sforzi per consolidare le organizzazioni di base del partito al fine di potenziare i fondamenti organizzativi del partito stesso. Frattanto,  vi dovrà essere un forte impegno, per il nostro partito, di portare avanti il suo corretto stile di lavoro e mantenere stretti legami con il popolo. Dobbiamo accelerare il processo di definizione di procedure per punire la corruzione e mettere su un sistema in grado di prevenirla, e comunque intensificare la lotta contro la corruzione. In terzo luogo, vorrei esprimervi alcuni miei personali punti di vista ispirati al tema di questo incontro. Attualmente, la crisi finanziaria globale non è ancora cessata e vi sono ancora molti rischi potenziali che corre l’economia mondiale. Molti politici e studiosi hanno fatto approfondite ricerche sulla crisi e prodotto molti  studi. Ecco alcuni miei punti di vista sulle cause di questa crisi e il suo impatto sul capitalismo globale. Molta gente è convinta che  le cause di questa crisi economica e finanziaria globale siano state innescate dalla crisi scaturita dalla diffusione, negli Stati Uniti, di mutui immobiliari non sufficientemente garantiti, dalla “rampante speculazione del mercato finanziario”, da una “concorrenza sleale” o da una “politica creditizia eccessiva” e sono in attesa che le difficoltà vengano sormontate per ritornare ad un capitalismo “regolato”. Secondo me questa crisi non differisce dalle altre che si sono susseguite nella storia e  che furono causate dalle contraddizioni insite nel sistema capitalistico. Tali crisi non possono essere sradicate e si ripresenteranno periodicamente finché ci sarà la proprietà privata capitalistica e fino a quando le sue contraddizioni interne rimarranno inalterate. Ecco perché stiamo assistendo a un ciclo che si ripete, un ciclo di crisi-ripresa-e nuovamente crisi nello sviluppo del capitalismo. La temporanea prosperità di certi periodi è solo il presagio di una nuova crisi. E l’attuale crisi altro non è che un’ulteriore testimonianza di tale andamento ciclico . Ha ragione Marx nel suo giudizio sul ciclo economico capitalistico, e sul fatto che il modo di produzione capitalistico è condannato al fallimento.

 

Ma dobbiamo forse affrettarci a concludere che il capitalismo morirà di queste crisi? La mia risposta è “no”. Ciò che possiamo dire è che questa crisi accelererà la transizione dal capitalismo al socialismo. Fin dalla metà del 20° secolo, con una nuova rivoluzione scientifica e tecnologica e un’autoregolazione del capitalismo, insieme ad un boom economico seguito da un’espansione del capitale, il mondo capitalistico ha visto un periodo relativamente stabile e prospero. Negli ultimi 360 anni dopo la Rivoluzione borghese inglese, il mondo capitalistico ha accumulato molta esperienza nel fronteggiare le crisi. Attualmente vi sono ancora possibilità per una crescita di produttività capitalistica, e il modo di produzione capitalistico non ha ancora esaurito le sue capacità di autoregolazione. La contraddizione insita nel capitalismo si presenta in complesse  forme di movimento che possono essere talvolta radicali talvolta miti. Il risultato è che occorrerà molto tempo prima che il socialismo soppianti il capitalismo. Ciò  è racchiuso nel pensiero Marx secondo cui “nessun ordine sociale scompare prima che tutte le forze produttive siano state sviluppate; e mai appaiono nuovi e più alti rapporti di produzione prima che le condizioni materiali della loro esistenza siano giunte a maturazione nel seno stesso della vecchia società”. Una corretta comprensione e una risposta allo sviluppo del capitalismo può aiutarci a raggiungere una visione scientifica della realtà e ad adottare delle giuste politiche. Io credo che -dato l’attuale rapporto di forze- il capitalismo rimarrà più potente del socialismo per un certo periodo di tempo e che i paesi socialisti dovranno confrontarsi con i paesi capitalisti con la doppia tattica della lotta e allo stesso tempo della cooperazione, per rendere più penetranti le nostre capacità di analisi e allargare il nostro spazio di sopravvivenza.

Per concludere, auguro pieno successo a questa Conferenza.

Grazie!

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