Sionismo: ideologia di Stato della classe dirigente dell’imperialismo USA di Nina Andreeva, Segretaria Generale dell’AUCPB (All-Union Communist Party of Bolsheviks)

Intervento di Nina Andreeva alla Conferenza internazionale contro l’imperialismo, il sionismo, la globalizzazione e l’occupazione imperialistica – Calcutta, 27 – 29 novembre 2007-

traduzione di Stefano Trocini


Chi dirige oggi l’America?

L’ideologia è il sistema di idee e concetti entro il quale si comprendono e si sviluppano i rapporti degli uomini con la realtà, le relazioni interpersonali, i problemi e i conflitti sociali; esso include anche gli obiettivi e i programmi di attività sociale per il consolidamento o la modifica (sviluppo) dei rapporti sociali costituiti. Nella sfera della ideologia si riflettono la posizione delle classi sociali ed i loro interessi vitali.

Nella società di classe l’ideologia ha sempre una natura di classe.

L’ideologia marxista-leninista è l’ideologia scientifica della classe operaia, un sistema integrale e dinamico di concetti filosofici, economici e politico-sociali. L’ideologia marxista-leninista si pone come affermazione rivoluzionaria di nuove e superiori forme di assetto sociale. Il marxismo-leninismo dell’era contemporanea è il bolscevismo.

Al marxismo-leninismo si contrappone oggi l’ideologia borghese. L’ideologia di Stato della classe dirigente della borghesia USA, ossia della superpotenza imperialistica mondiale, è il sionismo bellicoso.

Il sionismo contemporaneo è una ideologia estremistica nazionalista e razzista, la politica e la prassi al servizio degli interessi della grande borghesia ebraica, strettamente legata alla borghesia monopolistica degli Stati imperialistici. Esso ha come contenuto fondamentale lo sciovinismo bellicoso, il razzismo, l’anticomunismo e l’antisovietismo, il progetto di conquistare il dominio planetario e di affermare il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale.

Fidel Castro ha osservato che alla fine della seconda guerra mondiale, combattuta dai popoli contro il nazifascismo, si costituì un nuovo potere che si è impossessato del mondo ed impone l’attuale ordinamento crudele ed assolutistico.

Come si configurano questo potere parallelo ed il suo “nucleo di élite”? Il governo supremo segreto parallelo, ossia il potere parallelo reale, il suo “nucleo d’élite” è formato da banchieri e industriali ebrei delle sessanta famiglie che dirigono gli USA; esso risiede in forma palese al Campidoglio, alla Casa Bianca, al Congresso USA, a Downing Street, 10 (oltre che nel Parlamento britannico). Abitano qui i servitori del Governo Mondiale e del Nuovo Ordine Mondiale, di questa società assolutamente segreta composta dai rappresentanti della classe dirigente inviolabile, di cui fanno parte anche le regine d’Inghilterra, Olanda e Belgio, oltre alle famiglie reali del resto d’Europa. Dopo la seconda guerra mondiale questi aristocratici decisero che per conquistare il potere sul mondo intero i loro rampolli sarebbero dovuti “entrare in società”, dappertutto, con i leader non aristocratici ma estremamente potenti del mondo corporativo degli affari; così si aprirono le porte del potere assoluto a coloro i quali la regina d’Inghilterra definisce “popolino”.

Il potere parallelo o “nucleo d’élite” si inserisce in un più ampio Comitato dei 300, che conta una quarantina di filiali conosciute in diversi paesi del mondo. Si tratta di una ragnatela planetaria di organizzazioni manifeste e segrete, nonché di istituti, mezzi di informazione ed altre strutture create e dirette da un unico centro.

Tutti gli affiliati al Comitato dei 300 sono membri di organizzazioni sioniste in America e in altri paesi, finanziano il sionismo internazionale non soltanto negli USA, ma nel mondo intero. Sono loro a determinare la politica americana, promuovendo ed appoggiando gli statisti accondiscendenti e rimuovendo (o sopprimendo fisicamente) quelli inaffidabili…

Il controllo del corpo sociale si consegue in massima parte con l’uso degli ultimi ritrovati della scienza dell’informazione e dell’informatica. Nel Comitato dei 300 rientrano la Nato, la CIA e il Mossad. “I ragazzi e di fatto tutti gli agenti del Mossad si trovano in permanente stato d’allerta. Rispetto agli altri servizi d’intelligence il Mossad ha un enorme vantaggio poiché le comunità ebraiche sono presenti in tutti i paesi del mondo. Nella rete del Comitato dei 300 vi sono migliaia di grandi e piccole banche.

Prima della Seconda guerra mondiale il quartier generale del sionismo si trovava in Inghilterra. A partire del 1945 si è trasferito negli Stati Uniti. Ancora oggi, Israele a parte, esso conserva la sede principale negli Stati Uniti.

Presso il Comitato dei 300 opera il cosiddetto “Ufficio assassini”, PERMINDEX, negli Stati Uniti e in Europa, che ha esclusivamente il compito di eseguire gli ordini del Comitato dei 300 per l’eliminazione dei personaggi importanti, ove sia risultata inutile ogni altra forma di pressione. Fu proprio il PERMINDEX, capeggiato da sir William Stephenson, a lungo agente numero uno della regina britannica nella “lotta contro elementi pericolosi”, ad assassinare Kennedy. Non è difficile capire da chi sia stata uccisa lady Diana, madre degli eredi al trono d’Inghilterra.

Si ricordi anche l’assassinio del primo ministro italiano Aldo Moro, minacciato da Henry Kissinger, membro del Comitato dei 300, per aver ignorato l’invito ad azzerare lo sviluppo economico dell’Italia e mutare radicalmente tattica nei riguardi del Pci. Aldo Moro fu “rapito dalle Brigate rosse” e ucciso. Testimonianze stupefacenti rese nel corso del processo furono completamente oscurate dai cronisti del Washington Post e del New York Times.

L’assassinio di Aldo Moro rimosse ogni ostacolo alla realizzazione del progetto del Comitato dei 300 di destabilizzare l’Italia e rese possibile, quattordici anni più tardi, l’attuazione dei piani del Comitato dei 300 nella guerra del Golfo.

Il presidente del Pakistan Alì Bhutto fu assassinato dalla stessa “mano”, perché favorevole al progetto di costruzione della bomba atomica in Pakistan come contrappeso alle minacce di aggressione di Israele in Medio Oriente. Esistono prove incontrovertibili secondo cui anche Alì Bhutto era stato minacciato da Henry Kissinger.

Il Comitato dei 300 è inoltre il supremo organo di controllo del mondo intero da almeno un centinaio di anni. Come si costituisce il potere in America?

Il “nuovo ordine mondiale”

Nel 1974 il “Comitato israelo-americano per le relazioni sociali” spese 400 mila dollari per far eleggere i rappresentanti delle principali organizzazioni sioniste tra gli uomini di governo in Campidoglio. Con il passar del tempo le spese per le campagne elettorali sono aumentate a dismisura.

Nei suoi interventi preelettorali al “Bnay Brit” (“I padri del testamento”, una loggia giudaico-massonica americana fondata nel lontano 1843), il futuro presidente Clinton giurò a Washington e New York dinanzi ai notabili ebrei che avrebbe assegnato loro le cariche decisive in seno al governo. I membri del Congresso ebraico-americano diedero a Clinton l’87% dei voti e quindi “I padri del testamento” sostennero Clinton. Questi, da parte sua, mantenne la parola e nella sua amministrazione entrarono 40 ebrei su un totale di 71 componenti. “I padri del testamento” esercitano negli USA un’enorme influenza sulla politica interna ed estera del paese. Tutti gli uomini di stato americani non appena entrano in possesso dei loro poteri esprimono immancabilmente al “Bnay Brit” i loro sentimenti di lealtà e si impegnano a tutelare gli interessi di Israele. Attualmente la loggia giudaico-massonica “Bnay Brit” raggruppa oltre 900 logge affiliate con oltre mezzo milione di adepti. L’organizzazione sionista mondiale conta più di un milione di persone.

Madlen Albright, alias Maria Kobralova, ebrea ceca, quando assunse al carica di segretario di stato Usa sotto Clinton assicurò pubblicamente che “la Nato si sarebbe estesa ad Oriente fino ai confini della Russia”. Ora questo è un fatto compiuto. La Nato ha elaborato già da tempo vari piani di guerra contro la Russia.

Questa politica coincide con il programma strategico di dominio globale degli USA e del Governo segreto mondiale dopo la completa distruzione, in particolare, del potenziale militare russo. La guerra nei Balcani, prima in Bosnia e poi in Kossovo e in Serbia, va vista nella strategia dell’Occidente per lo smembramento della Jugoslavia e della Russia in quanto bastioni della civiltà slava.

Il Nuovo Ordine Mondiale, come lo vedono al Comitato dei 300, equivale a liberare il pianeta da miliardi di inutili “bocche da sfamare”, a neutralizzare ed annientare innanzi tutto quanti appaiono animati da “spirito collettivo”, a cominciare dalle nazioni slave, dai cinesi, dai coreani del Nord e da una serie di altri popoli.

L’attuazione di questa politica avrà come effetto ineluttabile l’indebolimento del cristianesimo, la lenta e inesorabile distruzione degli stati nazionali industrializzati, l’eliminazione di centinaio di milioni di uomini ritenuti “popolazione superflua”, nonché la liquidazione di qualsiasi leader intenzionato a contrastare il programma globale del Comitato dei 300 per il conseguimento dei propri obiettivi.

Ricordiamoci dell’Iraq nel 2003. Il Comitato dei 300 inscenò in questo paese un orribile ed esemplare spettacolo, affinché altri paesi minori non pensassero neppure di decidere da sé il loro destino.

Dopo barbari bombardamenti con la conseguente devastazione del territorio iracheno ordinò di colpire senza pietà una colonna di parecchie migliaia di mezzi con a bordo soldati iracheni che sventolavano la bandiera bianca e si apprestavano a rientrare nel proprio paese come previsto dalla Convenzione di Ginevra “sull’Accordo per la separazione delle truppe e il loro ritiro dal combattimento”. Si sa per certo che Bush ebbe l’autorizzazione a compiere un simile vandalismo direttamente dal Comitato dei 300.

I mass media occidentali, notoriamente “obiettivi”, non reagirono minimamente di fronte a questo scempio.

I popoli indoeuropei debbono affrontare il dilemma amletico se “essere o non essere”, se vogliono vivere liberi e felici, salvare i loro Stati dal declino, dallo sgretolamento e dalla scomparsa della propria nazione.

Dalla soluzione di questo dilemma dipende la sorte di numerose civiltà della nostra Terra.

Israele serve agli Stati Uniti non soltanto come fedele cane da guardia nella lotta contro gli arabi in Medio Oriente. Esso serve agli Stati Uniti anche perché questi possano camuffare la loro politica criminale, nascondendosi dietro presunti impegni per la tutela degli interessi di Israele. Lo Stato di Israele, inoltre, è il luogo dove si sottraggono alla legge e alla responsabilità penale banchieri e businessmen di origine ebraica, colpevoli di reiterate rapine nel paese di residenza.

Costoro riescono sempre a farla franca poiché come ha detto Gusinskij, uomo d’affari già proprietario della televisione russa NTV, :

- uno: Israele è il luogo dove qualsiasi ebreo può

sfuggire alla galera;

- due: qualsiasi cosa noi facciamo esistono sempre il NYT e l’NTV pronti a rifarci la faccia.

I sionisti hanno compiuto molti crimini negli ultimi cinquanat’anni. Adesso l’élite ebraica negli Stati Uniti sta sospingendo il pianeta verso l’apocalisse per porre i sionisti alla testa di tutto il mondo.

Perché i popoli della terra non si sollevano con abbastanza determinazione contro questi squilibrati in preda a mania di grandezza, contro questo male comune che è il sionismo internazionale, forza d’urto dell’imperialismo americano? Perché?

Non c’è bisogno di spiegare che chi possiede i mezzi di informazione di massa domina il mondo poiché controlla l’opinione pubblica, costruisce questa opinione pubblica, precostituendo i risultati di qualsiasi votazione (“redige, manipola l’esito elettorale, fornisce al calcolatore il modello matematico della vittoria del “sì”).

L’onnipotenza dei mass-media venne prevista già un secolo fa dal magnate inglese Mosé Montefiori il quale, rivolgendosi ai propri correligionari disse: “Finché non avremo nelle nostre mani tutta la stampa del mondo, tutto ciò che voi fate sarà inutile. Dobbiamo impadronirdci dei giornali di tutto il mondo, o influire su di essi, per poter ottenebrare e offuscare la mente dei popoli”.

“Le élite ebraiche controllano oggi l’unica superpotenza, gli Stati Uniti, e il suo arsenale atomico dislocato dappertutto, in Medio Oriente, nell’Estremo Oriente e nel Nord-Est asiatico, in tutto il territorio che circonda la Russia.

Domanda.

Come è possibile spadroneggiare violando le norme di funzionamento della comunità internazionale, dileggiare i non-ebrei, che loro chiamano “goy” (gentili), e malgrado ciò suscitare nei propri confronti sentimenti di solidarietà e compassione?

Questo compito è stato magistralmente risolto dagli ebrei americani. “I vertici di questa straricca, influente e potente comunità pompano denaro dagli svizzeri, dai tedeschi, dagli americani, dalla Russia, dominano l’America e il mondo, favoriscono i crimini contro l’umanità in Israele, determinano il corso del dollaro e nello stesso tempo mantengono la loro immagine di gente sfortunata, offesa e perseguitata con l‘ausilio di uno strumento semplice ed efficace: la macchina propagandistica dell’Olocausto”, come scrive il professor Norman Finkelstein dell’Università di New York, studioso ebreo americano e dissidente, nel suo libro intitolato “L’industria dell’Olocausto”.

“Fino al 1967 nessuno al mondo si era interessato degli ebrei morti durante la Seconda Guerra mondiale. Nel 1967 Israele occupa le alture di Golan e gli ebrei americani cominciano a mettere in moto l’apparato propagandistico dell’Olocausto. Con il suo aiuto hanno difeso e giustificato le violazioni dei diritti dell’uomo nei territori occupati. In altri termini sono ricorsi ad una manovra propagandistica astuta e sofisticata.

In questa rumorosa campagna propagandistica sempre più intensa ad un certo punto si inserisce il furibondo discorso di George Bush sull’”asse del male”, scritto dal sionista David Frooman, specializzatosi in precedenza nella lotta contro l’”antisemitismo”. Wolfovitz, un altro sionsita, controlla di fatto le forze armate americane. Nel frattempo un altro eminente pensatore sionista, Norman Podgoretz, invoca apertamente la guerra. L’”ultraliberale” avvocato sionista Allan Dershovetz propaganda da parte sua l’uso della tortura come via maestra verso la conoscenza della verità. (Ricordiamo tutti il clamore sollevato dalla stampa progressista sul dileggio cui sono stati sottoposti i prigionieri iracheni contro la dignità umana e le torture compiute dagli aguzzini americani nella prigione di Abu Graib, per non parlare di quelle altrettanto disumane di Guantanamo, e che dire infine delle prigioni segrete mobili sui velivoli militari in giro per il mondo con a bordo persone sospettate di “terrorismo”).

OLOCAUSTO. Quanti più numerosi sono i palestinesi caduti a Gaza sotto il fuoco israeliano, tanto più forte gli ebrei americani hanno gridato ricordando le camere a gas dei nazisti. Israele e l’OLOCAUSTO sono diventati i pilastri di una nuova religione ebraica negli Stati Uniti, che ha sostituto il desueto Antico Testamento. Da allora le cose sono andate sempre più avanti: gli ebrei americani hanno via via accresciuto la loro ricchezza, insieme all’influenza sull’apparato statale e sulla stampa USA. Essi sono il 30% degli uomini più ricchi d’America, il 30% dei ministri e dei banchieri, il 20% dei professori universitari, il 50% degli avvocati di grido. Agli ebrei appartiene all’incirca la metà di tutti i capitali collocati a Wall Street.

La leggenda del popolo eternamente perseguitato, dell’orrendo olocausto, è diventata indispensabile non soltanto per la difesa di Israele dall’accusa che l’opinione pubblica internazionale rivolge alla sua politica criminale in Medio Oriente (Egitto, Siria, Libano, Palestina, Iraq), ma anche, in senso lato, per la difesa dei paperoni e degli oligarchi ebrei da qualsiasi critica. Basta pronunciare una sola parola contro un ebreo truffatore che la stampa, in mano agli ebrei, scende immediatamente in campo ed agita come una bandiera lo spettro di Auschwitz”.

Quali sono le cifre reali dell’olocausto rispetto alle perdite umane subite dagli altri popoli nella Seconda guerra mondiale?

L’umanità ha sacrificato nella lotta contro il fascismo durante l’ultimo conflitto mondiale circa 55 milioni di uomini, 22 milioni dei quali russi, ucraini, bielorussi (8,7 al fronte e 13 fra la popolazione civile), 13 milioni tedeschi (7,9 al fronte), 320 mila americani, 264 mila inglesi, 500 mila ebrei, secondo i dati dell’enciclopedia edita nel 1952). In nessuna fonte su dati d’archivio e documenti storici troviamo la cifra di tre milioni di ebrei morti, come sostiene ora l’enciclopedia ebraica, né tanto meno si parla di 6 milioni di vittime dell’olocausto. Come possiamo vedere, le perdite più gravi furono sostenute dal popolo sovietico senza lamenti, né pianti interminabili.

In Germania, Austria, Portogallo, Spagna, Danimarca, Olanda, Svizzera e Francia gli ebrei hanno ottenuto l’approvazione di leggi che puniscono la espressione del benché minimo dubbio sulla morte di sei milioni (!) di ebrei nell’olocausto.

La Duma invece ha respinto il progetto di legge che prevedeva una severa punizione per la negazione o sottovalutazione grave dei crimini del nazismo contro gli ebrei nell’ultimo conflitto mondiale. Gli ebrei considerano questo fatto la prova di un crescente antisemitismo in Russia.

Gli organi di stampa hanno pubblicato il testo di una legge firmata da George Bush il 16 ottobre 2004 e intitolata “Classificazione degli atti dell’antisemitismo nel mondo”.

“Global Anti-semitism Review Act”istituisce una sezione speciale presso il Dipartimento di Stato USA per l’accertamento degli atti di antisemitismo in tutti i paesi del mondo e la stesura di un rapporto annuale da inviare al Congresso. Riportiamo qui di seguito l’elenco delle affermazioni e degli atti ritenuti antisemiti dall’Amministrazione americana:
ogni affermazione secondo cui “gli ebrei controllano il governo, i mass-media, gli affari economici internazionali e le finanze mondiali”.
le “convinzioni fortemente antiisraeliane.
la “critica aspra della dirigenza di Israele presente o passata”. Il Dipartimento di Stato ritiene che sia da considerare manifestazione di antisemitismo l’inserimento della svastica in caricature riguardanti la condotta di dirigenti sionisti presenti e passati. Ad esempio, in una caricatura che attacchi Ariel Sharon per la sua bestiale aggressione in Cisgiordania e l’infernale pioggia di razzi da lui ordinata contro inermi donne e bambini palestinesi. E’ antisemitismo l’uso del termine nazisionismo per classificare i bombardamenti a tappeto dello stesso Sharon in Libano nel 1982, durante i quali perirono 17 500 profughi innocenti.
la critica della religione ebraica, dei suoi capi o dei suoi (in particolare il Talmud, lo Shulchan-Aruch e la Cabala).
la critica del governo americano e del Congresso, perché sottoposti ad una eccessiva influenza da parte degli ebrei (Comitato delle relazioni sociali israelo-americano compreso).
la critica delle forze ebraico-sioniste per la propaganda del globalismo (Nuovo Ordine Mondiale).
l’accusa ai capi ebraici e ai loro seguaci di aver istigato alla crocifissione di Gesù Cristo.
l’affermazione secondo cui le vittime dell’Olocausto sarebbero state meno di 6 milioni.
la definizione di Israele stato “razzista”.
l’affermazione dell’esistenza di un “complotto sionista”.
l’affermazione secondo cui gli ebrei e i loro capi avrebbero ordito la rivoluzione bolscevica in Russia.
le “frasi offensive contro gli ebrei”.
il disconoscimento del diritto biblico degli ebrei all’occupazione della Palestina.
l’affermazione secondo cui i servizi segreti israeliani avrebbero partecipato alla preparazione dell’attacco al World Trade Center di New York l’11 settembre del 2001.

Riteniamo che non valga neppure la pena di commentare questo scandaloso documento.

I sionisti sono abili provocatori. Prima provocano l’antisemitismo con i loro atti e la loro politica, poi scatenano una lotta serrata ed incessante contro l’antisemitismo. Di questo si occupa in modo specifico la Lega Antidiffamazione, fondata nel 1913, che perseguita gli antisemiti e reprime ogni dissidenza, facendosi per altro forte della politica di Washington che pone “Israele uber alles”. I metodi usuali sono quelli della eliminazione dei critici della tattica sionista.

La Lega Antidiffamazione ha il suo quartier generale a New York, dispone di buoni finanziamenti e di 28 sezioni regionali dislocate in tutta l’America. Ogni sezione regionale ha una propria direzione composta di funzionari e “cittadini di chiara fama”.

Stando a quanto afferma il noto storico ebreo Lilienthal, queste strutture esercitano “una enorme influenza che sovente sconfina nel ricatto”. La Lega non si limita ad organizzare vere e proprie campagne contro esponenti liberali, applicando loro l’etichetta di antisemiti, ma ha persino diffuso fra l’élite ebraica delle università americane vere e proprie liste nere di professori da essa ritenuti antisemiti. Un gran numero di intelettuali ebrei moderati e le loro associazioni hanno protestato contro questo genere di azione.

A proposito della unità della razza ebraica, della nazione ebraica e della “comune origine della odierna popolazione ebraica”.

Secondo la definizione di J.V.Stalin “la nazione è una comunità stabile di uomini storicamente costituitasi, sorta sulla base della comunanza della lingua, del terrritorio, della vita economica e della componente psichica, da cui deriva la comunanza della cultura”. Si deve sottolineare che nessuno di questi tratti singolarmente presi è sufficiente a definire la nazione. Anzi, basta che ne manchi anche uno solo perché una nazione cessi di essere tale.

La odierna popolazione ebraica si compone di una moltitudine di gruppi che non si possono annoverare fra gli ebrei neppure per i loro dati antropologici e i tratti razziali. Altri, per la loro lingua, cultura, permanente residenza in vari paesi del mondo, si sono assimilati da tempo alle popolazioni locali ed hanno cessato perciò di appartenere alla comunità nazionale ebraica. Si pensi ai sefarditi (ebrei nordafricani), agli askenasiti (ebrei europei, tedeschi, francesi, ecc.), agli ebrei cinesi (kajfen), a quelli etiopi (falascià), ecc. E’ dunque falsa l’affermazione dei sionisti, secondo cui gli ebrei apparterrebbero ad un’unica “razza ebraica mondiale” o “nazione ebraica”.

Il concetto di antisemitismo, ove con esso si intenda un atteggiamento negativo verso gli ebrei, è palesemente inesatto dal punto di vista terminologico quando lo si usa in rapporto alla “questione ebraica”, alla problematica sugli ebrei, poiché questi sono soltanto una parte della vasta comunità di popoli che si definiscono semiti. Sono semiti, infatti, oltre gli ebrei di Israele, anche gli arabi di Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Palestina, Giordania, Arabia Saudita, Siria, Iraq, Yemen, e di altri paesi, nonché gran parte della popolazione di Etiopia ed Eritrea, e molte altre genti che popolano le coste del Mediterraneo e il Caucaso.

Se si deve parlare di antisemitismo, va detto che esso è stato praticato sopratutto dagli israeliani e dagli americani, ove si consederino le loro aggressioni all’Egitto, al Libano, alla Siria, alla Palestina, all’Iraq, aggressioni che hanno causato ingenti perdite fra le rispettive popolazioni civili, tutte fondamentalmente semite.

Ora uno degli obiettivi principali di qualsiasi dialogo di Israele con il mondo progredito è quello di dimostrare che fra antisemitismo e antisionismo non c’è nessuna differenza. Il ministro degli esteri israeliano Abba Eban aveva espresso questa posizione fin dal 1973. Il sionismo, però, è una ideologia, mentre il semitismo definisce l’appartenenza ad una comunità di popoli. I sionisti, pertanto, tentano di porre il segno di uguaglianza lì dove risulta del tutto fuori luogo, assurdo; essi identificano due concetti che hanno un significato del tutto diverso.

Analizziamo l’essenza del sionismo e della sua politica ne confronti degli arabi.

Perché da oltre 60 anni la questione palestinese non trova una soluzione?

Perché i palestinesi, che hanno legittimamente diritto alla terra di Palestina non possono vivervi tranquillamente e costruire il loro Stato palestinese?

Perché la questione palestinese è una ferita che sanguina da più di 60 anni e non si vede la fine delle sofferenze del popolo palestinese?

La causa di questa situazione sta nella politica di occupazione, nazista, razzista e sionista dello stato di Israele.

La 30-ma sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU (novembre 1975) aveva definito il sionismo una forma di razzismo e discriminazione razziale.

Il razzismo bellicoso di per se stesso non si può considerare fascismo, lo diventa nel m momento in cui si fa ideologia di Stato. Il nazisionismo ebraico in quanto ideologia dello s stato di Israele costituisce una forma contemporanea di nazismo.

La base politica e teorica del sionismo è rappresentata dal giudaismo ortodosso, religione di stato in Israele, la religione più antiumana fra tutte quelle esistenti al mondo, molte delle quali hanno più di duemila anni. Il giudaismo è la religione del razzismo e dell’antiumanesimo.

La raccolta delle leggi dell’ebraismo lo “Shulkhan Arukh” costituisce il fondamento della politica della classe dirigente della borghesia imperialistica, dei sionisti di tutto il mondo. Se si confrontassero i precetti dello “Shurkhan Arukh” con la politica concreta di Israele e degli Stati Uniti, nonché con il genere di attività delle organizzazioni sioniste nel mondo, emergerebbe una sorprendente somiglianza fra di loro. Riportiamo qui soltanto alcune delle “Cento leggi del Talmud”:

- “Passando accanto alle macerie di un tempio degli akumi (reietti), ogni ebreo è obbligato a recitare: “Gloria a te, Signore, che hai sradicato questa casa di idoli”. Quando invece un ebreo vede delle case ben costruite degli akumi, deve recitare: “Il Signore distruggerà le case di questi superbi”. Quando vede le case degli akumi in rovina deve recitare: “Il Signore è un Dio vendicatore”.

- Nei giorni di festa in cui è vietato lavorare e cucinare, “quando si prepara da mangiare per se stessi, si può aggiungere anche una scodella per i cani, poiché dobbiamo dare da vivere anche ai cani”. E’ severamente vietato, al contrario, preparare da mangiare per gli akumi, poiché “noi non siamo tenuti a dar loro da vivere”.

- Il denaro dell’akum è un bene che non appartiene a nessuno e il primo che lo desidera ha tutto il diritto di impossessarsene. La proprietà dei cristiani è considerata dagli ebrei un bene che non appartiene a nessuno, ragion per cui gli ebrei possono tenersi quanto riescono ad accaparrarsi.

- Ad un ebreo è consentito imbrogliare gli akumi, poiché questi sono peggio dei cani.

- I figli degli akumi non si possono paragonare neppure ai figli illegittimi o agli idioti di origine ebraica.

Il noto storico ebreo Lilienthal ha scritto, quasi a giustificare la brutale e disumana politica d’Israele rispetto agli arabi, che

“… la necessità di mantenere la solidarietà di gruppo di un popolo sparpagliato all’interno di popoli estranei ha reso indispensabile l’adozione di una doppia morale: una per le relazioni fra di noi, un’altra per le relazioni con gli estranei”.

Il giudaismo è la religione di stato d’Israele. Quale dio pregano gli israeliani?

Nel suo articolo “Sulla questione ebraica” Karl Marx scrive:

“Il denaro è il geloso Dio d’Israele, di fronte al quale nessun altro dio può esistere. Il denaro avvilisce tutti gli dei dell’uomo e li trasforma in una merce. Il denaro é il valore universale, per sé costituito, di tutte le cose. Esso ha perciò spogliato il mondo intero, il mondo dell’uomo come la natura, del valore loro proprio. I denaro è l’essenza, fatta estranea all’uomo, del suo lavoro e della sua esistenza, e questa essenza estranea lo domina, ed egli l’adora.

“Il dio degli ebrei si è mondanizzato, è diventato un dio mondano. La cambiale è il dio reale dell’ebreo. Il suo dio è soltanto la cambiale illusoria.

“ La concezione che si acquista della natura sotto la signoria della proprietà privata, e del denaro, è il reale disprezzo, la pratica degradazione della natura che esiste bensì nella religione ebraica, ma esiste soltanto nell’immaginazione.

“In questo senso Tommaso Munzer (il capo della rivolta contadina in Germania nel XVI secolo n.d.t.) dichiara insopportabile ‘che tutte le creature siano diventate proprietà, i pesci nell’acqua, gli uccelli nell’aria, le piante sulla terra: anche la creatura dovrebbe diventare libera’.

“… Non quindi nel Pentateuco o nel Talmud, ma nella società odierna noi troviamo l’essenza dell’ebreo odierno, non come essere astratto ma come essere supremamente empirico, non soltanto come limitatezza dell’ebreo ma come limitatezza giudaica della società.

“Non appena la società perverrà a sopprimere l’essenza empirica del giudaismo, il traffico e i suoi presupposti, l’ebreo diventerà impossibile, perché la sua coscienza non avrà più alcun oggetto, perché la base soggettiva del giudaismo, il bisogno pratico, si umanizzerà, poiché sarà abolito il conflitto dell’esistenza individuale sensibile con l’esistenza dell’uomo come specie.

L’emancipazione sociale dell’ebreo è l’emancipazione della società dal giudaismo.” Ne deriva che per stroncare definitivamente l’ideologia nazista del sionismo occorre soltanto una cosa: distruggere la proprietà privata e il denaro in quanto tale. Nel comunismo questo è possibile. Sta qui, credo, la ragione dell’odio patologico che i sionisti nutrono per il socialismo e il comunismo; sotto tale aspetto essi hanno superato il nazismo. Il giudaismo non tenta solo di consolidare gli ebrei in un’unica nazione, ma contrappone tutti loro agli altri uomini; obbliga a vedere in tutti i non ebrei (“goy”), dei nemici e punta ad una guerra incessante contro tutto il resto dell’umanità.

In Israele vige un sistema di leggi che sancisce giurdicamente una condizione di semischiavitù per tutti i non ebrei all’interno dello stato ebraico. In Israele non esiste ancora una costituzione che garanisca i diritti di cittadini.

In Israele un palestinese che manifesta il proprio malcontento può essere ucciso perché privo di diritti. In Israele ad un arabo può essere sottratta la propria casa per sistemarvi un ebreo giunto da un qualsiasi angolo della terra. Il rappresentante dell’URSS alle Nazioni Unite A.Ja.Malik espresse nel 1971 il punto di vista della delegazione sovietica a proposito del sionismo: “I fascisti e i sionisti hanno la stessa natura ideologica, gli uni e gli altri esprimono gli interessi della grande borghesia imperialistica reazionaria; gli uni e gli altri sono nemici mortali del movimento rivoluzionario e di liberazione nazionale, nemici del socialismo e del comunismo; gli uni e gli altri sono razzisti incalliti. L’unica differenza sta nel fatto i nazisti crearono il culto della razza ariana mentre i sionisti cercano di creare il culto della razza superiore ebraica. Questa è l’unica differenza”.

Dopo aver letto i “Protocolli dei saggi di Sion” ,ampiamente diffusi in Occidente, Hitler disse: “Due popoli non possono essere contemporaneamente eletti. Ora siamo noi il popolo di Dio… Due mondi sono entrati in contrapposizione! Gli uomini di Dio e gli uomini di Satana! Gli ebrei sono nemici del genere umano, antiuomini. Gli ebrei sono stati creati da un altro dio. Essi provengono da una diversa radice dell’umanità. Gli ariani e gli ebrei sono gli uni l’opposto degli altri e se definisco i primi Uomini, i secondi debbo definirli diversamente. Essi sono tanto diversi gli uni dagli altri, quanto gli animali dagli uomini. Questo non significa che io intendo definire l’ebreo un animale. Esso è ancora più lontano dall’animale di quanto lo siamo noi ariani, gli ebrei sono esseri lontani dalla natura e ostili alla natura”. Dai “Protocolli dei saggi di Sion” Hitler trasse insegnamento nella pratica dell’intrigo politico, della cospirazione, della corruzione di stampo reazionario, del camuffamento e delle manovre diversive.

In un suo libro lo scrittore israeliano Israel Shamir rivolge ai lettori la seguente domanda: “Che cosa non ci piaceva, in sostanza, dei nazisti? Il razzismo? Da noi non ce n’è di meno”.

Il quotidiano russo di Gerusalemme “Prjamaja rec” (“Discorso diretto”) ha svolto un’inchesta fra gli ebrei “russi” emigrati

in Israele circa il loro atteggiamento verso i palestinesi. Ecco alcune risposte:
Io voglio ammazzare tutti gli arabi.
Tutti gli arabi debbono essere ammazzati.
Gli arabi debbono essere cacciati via di qui e poi bisogna sbarrare la porta.
Gli arabi sono arabi. Dobbiamo bastonarli.
Noi eravamo contro il razzismo quando era rivolto contro di noi. Noi eravamo contro il nazismo quando non era il nostro. Noi eravamo contro i sondercommand, squadre punitive di carnefici, quando appartenevano ad altri. Le nostre squadre punitive invece ci entusiasmano.
Noi eravamo contro i ghetti quando in questi ghetti ci segregavano. Ora noi siamo il popolo ebraico, il più “liberale” dei popoli.
Oggi i nostri carri armati uccidono la popolazione civile, distruggono le case, fanno morire di fame e stringono d’assedio milioni di uomini. Ma i nostri cantanti inneggiano al coraggio dei gloriosi soldati ebrei, alla mano ferma e all’occhio acuto dei tiratori scelti ebrei, all’umanità smisurata del popolo ebraico che potrebbe stritolare tutti i “goy” della Palestina e invece si limita a ferirne quotidianamente qualcuno.
Oggi l’Israele è l’unico paese al mondo dove agiscono ufficialmente gli squadroni della morte, dove soltanto di recente la Corte Suprema ha posto un limite all’uso della tortura…
Un palestinese non può recarsi neppure nel villaggio vicino senza lasciapassare, senza essere perquisito, senza il controllo dei documenti. Una gita al mare, che si trova a pochi chilometri di distanza dalla sua casa, non se la può nemmeno sognare.
Quando erano in URSS gli ebrei protestavano contro le “discriminazioni” nei luoghi di lavoro e nelle università. “ Tutto quanto dicevamo noi ebrei in Russia adesso va rivisto al contrario”. “Ora siamo noi ad aver creato un sistema di totale discriminazione nazionale. Nella nostra società elettrica di Stato su 13 mila addetti solo sei sono non ebrei, lo 0,0004% . I “goy” ammontano al 40% della popolazione del paese dal Giordano al mare, ma solo uno su quattro gode del dirtto di voto. Non vi è neppure un “goy” alla Corte Suprema, nel Governo, tra i generali dell’esercito e dell’aviazione, fra i dirigenti dei servizi segreti. Non vi è un non ebreo neppure nella redazione del principale quotidiano israeliano. Noi ci siamo battuti non per i diritti dell’uomo, ma esclusivamente per i diritti degli ebrei. Alla vista di un povero bambino con le mani in alto davanti ad un soldato che gli punta contro il mitra una sola cosa ci preoccupa: che potrebbe trattarsi di un bambino

ebreo. Un bambino non ebreo può essere colpito come si vuole”.

In Israele vivono 6 milioni di persone, l’80% delle quali sono ebrei. Così dicono gli ebrei. No, non è vero: in Israele vivono 9 milioni di persone dei quali poco più della metà sono ebrei! Ma agli ebrei questa proporzione non basta. “Noi vogliamo l’80% di ebrei e perciò 3 milioni di non “goy”non contano. Non vogliamo contarli perché noi siamo un paese ebraico. Essi hanno una propria autonomia”. (I suoi abitanti non hanno diritto di voto, né il diritto di uscire dall’autonomia, che pertanto è una sorta campo di concentramento).

Facciamo osservare che nel compendio di tutte le leggi giudaiche obbligatorie per tutti gli ebrei (“Kitsur Shurchan Aruch”), edito nel 2001 a Mosca dal Congresso delle organizzazioni e associazioni ebraiche in Russia, i “goy” non sono paragonati non più a delle bestie, ma a degli escrementi.

Il problema dei profughi pal?stinesi esiste ormai da cinquant’anni. Nessuno di questi profughi, tuttavia, pensa di poter tornare a casa: è terribile. E’ bastato che Clinton accennasse soltanto alla possibilità per i palestinesi di vivere dove vogliono, perché la lobby ebraica lo attaccasse violentemente fino a fargli smentire quanto aveva affermato.

Le ideologie sionista e nazista hanno in comune una propria concezione della continuità. I sionisti giustificano i loro diritti sulla Palestina con il fatto che alcuni millenni orsono esisteva lì uno stato ebraico, così come il Terzo Reich si considerava erede del “Sacro Romano Impero della Nazione germanica”. Mentre i nazisti si sono avvalsi della loro potenza militare per asservire i popoli, gli odierni fascisti sionisti utilizzano ampiamente anche la potenza del danaro, ottenuto dal saccheggio dei popoli del mondo mediante la corruzione di persone avide ed egoiste.

“”Il sionismo è la maledizione della civiltà occidentale, ed esso vorrebbe riversarla sugli altri”.

“Il sionismo è un appello diretto alla violenza ed al male, che alligna come un parassita nel liberalismo e nella sua menzogna. E’ un esito antiumanistico partorito dal liberalismo, dalla sua impotenza e dal suo falso umanesimo. E’ infine la vendetta in forma assoluta che primeggia su tutto il resto”. “Il sionismo è l’ammissione della distanza infinita tra l’assoluto e gli umani, nonché della contiguità con l’assoluto di una ristrettissima cerchia di eletti, che hanno perciò il diritto al dominio sconfinato sulla “plebaglia” attraverso forme invisibili e segrete di lotta, l’infiltrazione in diverse sfere della vita sociale degli altri popoli e la degradazione di questi stessi popoli dal loro interno”. “Il sionismo è il regno delle tenebre, affermazione della supremazia delle tenebre sulla luce. E’ il finale nero della storia”.

(Non della storia, secondo noi, semmai dell’imperialismo e della sua ideologia criminale, il sionismo carico di odio per l’umanità).

I sionisti vorrebbero “dimenticare” la natura classista di qualsiasi società di classe.

La prassi internazionale dimostra che la questione nazionale ha sempre un concreto contenuto storico.

Il tentativo dei sionisti di unire tutti gli ebrei sulla base del loro diritto di appartenenza ad un’unica razza superiore, alla nazione degli eletti di Dio, ha una sola ragione: la lotta della grande borghesia ebraica per il dominio mondiale. Ma una società di classe, come sono quelle di Israele e degli Stati Uniti, è composta di classi antagonistiche inconciliabili: la borghesia e il suo becchino, il proletariato, che hanno interessi e obiettivi diametralmente opposti. Gli ebrei banchieri o grandi industriali sono una minoranza persino all’interno della stessa nazione ebraica. Pertanto l’idea di reclutare il proletariato ebreo tra i sostenitori della borghesia ebraica nella sua lotta per il dominio mondiale è un’idea totalmente vuota e del tutto inconsistente, che non potrà mai realizzarsi nella pratica. La classe operaia ebrea, insieme agli intellettuali ebrei progressisti, i cui scritti tra l’altro ho utilizzato per preparare la mia relazione, non si accoderà alla borghesia sionista né degli Stati Uniti né di Israele. Che sia così lo dimostrano gli scioperi degli impiegati e degli operai ebrei negli Stati Uniti e persino in Israele. La lotta di classe nella società di classe non può essere surrogata dalla sgangherata favoletta sull’unità della nazione ebraica o di qualisiasi altra (nazione) all’insegna di una falsa parola d’ordine: la nazione innanzi tutto.

Le mire del sionismo internazionale al dominio mondiale falliranno immancabilmente, come è fallito non molto tempo fa il “Grande Terzo Reich” di Adolf Hitler. Perciò tutti noi, proletari, lavoratori agricoli e lavoratori intellettuali, tutti noi che subiamo il gioco della classe dominante borghese dobbiamo batterci insieme indipendentemente dalla nostra razza, nazione e religione contro il nemico comune dell’umanità, il sionismo internazionale, l’ideologia di stato di Israele e USA, aspiranti dominatori del mondo.

Noi, abitanti della Terra, dobbiamo schierarci attivamente contro i piani dell’imperialismo americano, di globalizzazione del mondo, di instaurazione del nuovo ordine mondiale all’americana, di sottomissione ed esso di tutto e di tutti, di annientamento dei paesi considerati “zona di interesse nazionale” da un rapace come gli USA.

Noi dobbiamo ottenere la pace in terra di Palestina e la soluzione del problema con l’appoggio delle Nazioni Unite alla costruzione da parte degli arabi del proprio stato sovrano arabo-palestinese.

Il sionismo è il regno delle tenebre. Questo regno delle tenebre deve essere distrutto in nome della luce e del bene sul nostro pianeta, distrutto attraverso la rivoluzione socialista, esito ineluttabile della storia. Se non si farà questo, la civiltà può cessare di esistere.

Viva l’unità della lotta di tutti i popoli del mondo per l’indipendenza nella scelta della via del proprio sviluppo storico, per l’indipendenza e la pace in tutto il mondo!

Morte al sionismo israelo-americano, ideologia antiumana della classe dirigente della borghesia imperialistica di Usa e Israele!

Uomini di buona volontà, proletari di tutti i paesi, unitevi!

Principali fonti citate (eccetto quelle indicate nel testo):

1 . John Coleman “Il Comitato dei 300”, (I misteri del governo mondiale”), traduzione dall’inglese, 3 edizione, Mosca “Vitjaz’”, 2003. Il dottor John Coleman, già collaboratore dei servizi segreti britannici, ha studiato per lunghi anni il cosiddetto sistema di governo e controllo globale più comunemente noto come “Nuovo Ordine Mondiale”. Avendo potuto accedere a documenti segreti dei servizi non soltanto britannici analizza nel suo libro l’attività e la società americana dal suo interno, una società che rappresenta la fortezza e l’asse dell’intero mondo occidentale imperialistico. Sulla base di un abbondante materiale riferentesi a cose concrete, dimostra che le forze segrete di fatto operanti del sionismo internazionale, tese alla conquista del dominio mondiale, non sono legate a forme e strutture organizzative temporanee. Per loro il Comitato dei 300 e le numerose organizzazioni che ne fanno parte e sono ad esso subordinate, sono un paravento, una forma comoda e puntuale per la realizzazione dei loro intenti disumani. L’invulnerabilità di queste forze segrete (sionismo mondiale) sta proprio, come dimostra la storia, nel mutamento rapido delle forme esteriori a seconda delle concrete condizioni di vita e politico-sociali.
Norman Finkelstein, – “L’industria dell’olocausto”, New York 2004.
“Schulkan Arukh” (“Tavola bandita”), “Cento leggi del Talmud” – ricerca scientifica del dott. Karl Ekker nella traduzione di Aleksej Shmakov (ebreo convertito, ribattezzato con cognome russo) del libro “Evrejskie rechi” (“Discorsi ebraici”), 1897, Casa editrice Mamontov A.M., Mosca, Casa di Mamontov.

Lo “Schulkhan Arukh” fu composto dal rabbino Josif Caro (1488-1577) nella cittadina palestinese di Shafet. Caro sistemò i

precetti del Talmud e le ridusse a 100 leggi. Lo “Schulkhan Arukh” gode di una straordinaria considerazione da parte degli

ebrei e costituisce il testo giuridico vigente in ogni luogo (indipendentemente dal paese di residenza), il codice delle leggi

ineludibili per ciascun ebreo. Noi abbiamo utilizzato un capitolo del libro di A.S.Shmakov. Esso è intitolato “Lo specchio ebraico” alla luce della verità”, pubblicato nel volume “Le cento leggi del Talmud”, Mosca,

“Vitjaz”, 1998. “I protocolli dei saggi di Sion”. Al tempo di Napoleone II venne costituito in Francia, a Parigi, l’Unione ebraica mondiale – “Alliance Israelite Universelle” (ALIT) – antenato del Congresso sionista mondiale. L’Assemblea Generale dell’ALIT elesse un Comitato Centrale di 30 membri con a capo Netter. Nel 1863 fu eletto presidente Isaak Adolf Kremer (1796-1880). In questo stesso periodo appaiono i “Protocolli dei saggi di Sion” firmati da rappresentanti sionisti che potevano vantare il massimo grado di consacrazione, il 33-mo. Nel 1897 il ministro degli interni dell’Impero Russo T.Goremychin ed il ministro delle finanze, conte S.V.Vitte inviarono a Basilea al Primo Congresso mondiale dei sionisti un loro agente segreto, Johnson Khan. Questi riuscì a trafugare dalla borsa di Theodor Herzl, giornalista austriaco ed uno degli ideologi del sionismo, tre copie dei “Protocolli” in francese, tedesco e ebraico. A margine del testo francese vi era una nota di proprio pugno dello stesso Theodor Herzl: “Faire rapport aux anciens de Sion”, ovvero “Leggere il rapporto sugli anziani di Sion”. Khan, appena tornato a Pietroburgo, consegnò i materiali ai suoi superiori, i quali ordinarono di trasmettere il testo in ebraico all’Accademia teologica di S.Pietroburgo, affinché fosse tradotta in russo. La traduzione fu fatta e già nel 1898 i funzionari russi con libero accesso alle informazioni segrete potettero leggere la versione dei “Protocolli dei saggi di Sion” e constatare la identicità dei tre testi. I “Protocolli dei saggi di Sion” capitarono, non si sa come, nelle mani di S.A.Nilus, che ebbe il coraggio di pubblicarli con un suo commento. S.A.Nilus non poteva essere certamente un falsificatore del manoscritto, poiché questo manoscritto esisteva già da parecchi anni, né un mistificatore poiché i “Protocolli” erano già stati editi a Pietroburgo, a Mosca e due volte a Tula. Nilus fu dunque il quinto editore, anche se il commentatore e lo studioso più importante de testo. Dati importantissimi sui “Protocolli” si trovano nelle deposizioni vidimate dal notaio al Tribunale di Berna rese nel 1935-1936 dal colonnello Princev (Sofia) e da E.Engelgard (Riga). Da questi documenti si deduce che gli ambienti di governo della Russia sapevano dell’esistenza dei “Protocolli” fin da 1890 e decisero di verificare. COME? Lo abbiamo detto. Israel Shamir. “I padroni del discorso”. Il terrorismo israelo-americano.
Modzorjan L.A. “Il sionismo internazionale al servizio della reazione imperialistica: aspetto giuridico”, Mosca, “Mezdunarodnye otnoshenija” (“Relazioni intrenazionali”), 1984.

Nina Andreeva

Segretaria Generale
dell’AUCPB (All-Union Communist Party of Bolsheviks)

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.