LA GIUSTIZIA CHE NON GUARDA IN FACCIA A NESSUNO

    Appare sempre più chiaro che quella “Corte penale internazionale” nata a Roma fra suoni di fanfara nel 1988 e che siede  in permanenza all’Aja, altro non si  è rivelata che una manovra imperialistica. La sostanza di questa istituzione sovranazionale consiste nella legalizzazione non solo dell’interferenza politica, ma anche nella legittimazione giuridica dell’intervento militare negli affari interni di qualsiasi stato sovrano che non vada a genio all’imperialismo. Si tratta di un altro colpo assestato a ciò che ancora rimane in piedi del sedicente diritto internazionale.
La cosa supremamente vergognosa, ignobile e rivoltante è che il ruolo di paladino dei cosiddetti diritti umani se lo sia arrogato l’Occidente borghese bianco, razzista e colonialista esso sì, autore, da almeno due secoli, di innumerevoli crimini contro i popoli di Asia Africa e America Latina. E questa borghesia che si erge a giudice dell’umanità (con la sua pletora di magistrati venduti e professori di diritto ottusi) costituisce davvero uno spettacolo stomachevole. Nel marciume della nostra “civiltà” occidentale, poi,  i mezzi di comunicazione (si fa per dire) di massa, e soprattutto le televisioni “pubbliche” e private, completano l’opera: accade così che la Menzogna ripetuta all’infinito, attraverso una capillare e martellante diffusione, diventi la Verità.

La Verità, cioè, che esiste una giustizia al di sopra delle classi, degli Stati, dei deboli e dei forti, dei ricchi e dei poveri, una giustizia che non guarda in faccia a nessuno. La notizia del mandato di cattura per il presidente del Sudan Al Bashir spiccato dal tribunale (imperialista) dell’Aia ha avuto grande risalto sulla stampa italiana. Finalmente! -hanno scritto i giornalisti venduti all’imperialismo- abbiamo avuto il coraggio di incriminare e procedere contro un capo di Stato. Un altro ha detto addirittura che, alla fine “è stata vinta la nostra vigliaccheria” nel compiere un simile gesto.    Che cosa ci sarebbe da obiettare a questi corifei del diritto del più forte? Che è imprudente e inopportuno parlare di vigliaccheria perché  questi venduti potrebbero sentirsi dire “de te fabula narratur”,  perché la vera, autentica vigliaccheria    consiste nel propagandare la “lotta al Terrore” per nascondere i crimini dell’imperialismo Usa che quotidianamente si compiono in tutte le latitudini del nostro pianeta, crimini di natura economica, politica e militare, vigliaccheria che consiste nell’enfatizzazione strumentale degli aspetti di arretratezza civile e culturale di paesi poveri e indifesi, arretratezza indotta dagli orrori del dominio coloniale e imperialista proprio da parte di quegli stessi paesi che intendono imporre ieri come oggi una Giustizia a proprio uso e consumo.

Quando un giovane rivoluzionario dal cappello rosso -come scrisse Edgar Lee Masters nel suo capolavoro “Spoon river anthology” -strappò la benda che copriva gli occhi della Giustizia “che non guarda in faccia a nessuno”, allora si scoprì che le ciglia erano corrose sulle palpebre marce, che le pupille erano bruciate da un muco latteo, e che sul suo volto era scritta la follia di un animo morente. E la gente vide perché portava la benda.
Si potrà cominciare a parlare di giustizia universale solo dopo la distruzione dell’imperialismo.
E.F.

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