E’ UN NERO IL NUOVO N° 1 DELL’IMPERIALISMO MONDIALE

In un editoriale di “Essere comunisti” quotidiano on line con tanto di falce e martello leggiamo con disgusto la seguente stomachevole tirata riformista: “Ci auguriamo che Obama metta in pratica delle riforme fiscali che vedano una volta tanto una più equa distribuzione delle aliquote, un prelevamento proporzionale alle fonti di reddito dei cittadini e non la sempre e solo salvezza per le casseforti dei petrodollari e la miseria per i restanti 249 milioni di americani”. Sono oltre cinquant’anni che sentiamo queste lamentele e questi ridicolissimi auspici ad una più equa distribuzione della ricchezza. Lo diceva il Pci di Togliatti quando imboccò la cosiddetta via italiana al socialismo, lo diceva la Cgil di Di Vittorio, lo ripetono Rc e Pdci… e l’Italia non solo è il paese dei più bassi redditi operai d’Europa, ma è anche il paese dove è stata  distrutta la certezza e la stabilità del posto di lavoro.
Ancora più grottesca appare questa imbelle, fastidiosa, insopportabile geremiade sulla “più equa distribuzione” se rivolta al sistema cannibalesco e criminale statunitense che ha gettato sul lastrico milioni di famiglie (sul lastrico letteralmente, perché gli hanno tolto la casa visto che era impossibile pagare i mutui contratti anni fa e che poi sono via via quadruplicati), famiglie che si sono andate ad aggiungere ai 43 milioni di cittadini che già vivono sotto la soglia di povertà (43 milioni, sono cifre che ha dato il New York Times). E questo pagliaccio editorialista di “essere comunisti” (ma che bel modo di essere comunisti!), abbagliato dal fatto che il nuovo presidente è nero,  spera in una più equa (ma vi rendete conto?…più equa!) spoliazione del cittadino americano. Suvvia, Obama, almeno una volta tanto, facci sognare.

Bush ha accelerato la catastrofe finanziaria Usa, ha completato la militarizzazione del sistema imperialista Usa spingendola ad un punto di non ritorno, ha approfondito l’incolmabile abisso di odio fra gli Usa e i popoli del mondo. La vittima di questi misfatti imperialistici è anche il popolo americano il quale, a dispetto delle forti tradizioni razziste che hanno afflitto e affliggono la società americana ha dato credito all’imbonitore nero e lo ha mandato alla Casa Bianca. L’elezione di Obama testimonia di una radicalizzazione dell’opinione pubblica statunitense, e in quanto tale è un fatto estremamente positivo (teniamo presente, però -tanto per ridimensionare la “svolta”- che il concorrente di Obama era un impresentabile vecchio rincoglionito “eroe” massacratore di   vietnamiti). Ma sarebbe oltremodo stupido, da parte di un marxista, cadere nella trappola della “svolta storica” che l’imbonitore nero ha alimentato. Anche i cittadini Usa sono del tutto certi      che un altro mondo sia possibile (ci crede  Bertinotti perché non dovrebbero esserne convinti, per esempio, anche i newyorkesi?), credono che l’America sia ad una svolta epocale. Se ne accorgeranno presto che il pallone si sgonfierà.
Lasciamo che la “nostra” marcia borghesia (che ha delittuosamente consentito agli Usa di fare dell’Italia un deposito di armi termonucleari) si appassioni alle vicende elettorali dei loro padroni d’oltreoceano, lasciamo che i leccapiedi del tipo Veltroni (più amerikano degli americani, con i suoi esilaranti “I care”, “we can” ecc.) organizzino ignominiose kermesse notturne in attesa della Buona Novella e alla notizia di Barak vincitore esplodano entusiasmi frammisti a fremiti ormonali di giovani marionette (che schifo!). Ma che in questa melma cadano anche gli “esseri comunisti” è davvero imperdonabile.

Amedeo Curatoli

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.