Non ci vuole la sfera di cristallo ovvero: la scienza asservita al potere.

Stiamo assistendo passivamente all’ennesimo massacro di civili, al bombardamento di una nazione sovrana che dista dalle coste dell’Italia poche centinaia di chilometri. Fino ad adesso mi sono limitato a scrivere qualche commento agli articoli ignominiosi che vedo sulle principali testate europee, a discutere animatamente con qualche amico “di sinistra” che si è rincoglionito all’improvviso, ma ora basta, la misura è colma.

Questa mattina ho letto l’ennesimo articolo di un illustre Professore di scienze politiche dell’Università di Barcellona pubblicato su un giornale considerato di estrema sinistra (Pere Vilanova, Pubblico del 26.03.2001) e sono saltato dalla sedia del pullman su quale ero seduto: mi sono reso conto di una cosa che in fin dei conti conoscevo molto bene ma che bisogna approfondire bene per capire a fondo: gli scienziati non capiscono un cazzo, e lo dico da uomo di scienza e come Professore della stessa Università nella quale lavora questo illustre signore.


Perché arrivo a questa affermazione così estrema? Perché la scienza senza ideologia produce mostri, l’idea di risolvere un problema sociale e politico solo con la “tecnica” e lo studio può essere pericolosissimo, si finisce nel marciume dell’interpretazione borghese della realtà. Questo illustre Professore infatti analizza al microscopio la famosa risoluzione 1973 dell’ONU e giunge, dopo 4 colonne di interpretazione parola per parola con tono anche a volte fastidioso e supponente, alla seguente conclusione: La risoluzione 1973 è chiara, si tratta di difendere il popolo libico dagli attacchi del suo Governo. Ma che grande scienziato, che mente illuminata! Il tuo articolo, caro Professore, è carta straccia , pieno di vanità e di supponenza. Pensate che all’inizio dell’articolo il Nostro afferma:”Per favore, lasciate stare il caso dell’Iraq del 2003 perché è talmente diverso che paragonarlo è privo di qualsiasi fondamento.” Ma dove vivi? Rinchiuso in una biblioteca a studiare le risoluzioni dell’ONU? Per carità, mica si può parlare di colonialismo in Libia così come in Iraq, potremmo offendere la tua intelligenza, ma scusaci, siamo comuni mortali e non capiamo quasi niente e non abbiamo una laurea in Scienze Politiche come te. Ma non voglio accanirmi sull’articolo di questo signore perché non è un fenomeno isolato, le migliori testate nostrane (Repubblica, Il Corriere della sera, il Manifesto) ne sono piene di questi illustri professoroni ed opinionisti che giudicano l’intervento armato in Libia come giusto e sacrosanto per difendere il popolo Libico.

Per concludere questo breve invettiva sull’asservimento della scienza agli interessi borghesi voglio citare un episodio della mia formazione come uomo di scienza. Nell’Università nella quale lavoravo, in particolare nel Dipartimento di Psichiatria, si decise di cominciare ad applicare ai pazienti la TEC, terapia elettroconvulsivante, meglio conosciuta come elettroshock. Prendemmo la decisione insieme a medici, studenti, infermieri, esponenti dei centri sociali e semplici cittadini di fare una manifestazione all’interno dell’edificio di Psichiatria perché ritenevamo che questa pratica brutale ereditata dai macellai per uccidere i maiali, aldilà di tutte le teorie scientifiche, andava contro la salute pubblica. Una scarica di 450 volt che passa attraverso il cranio (e non ci vuole la sfera di cristallo per capirlo), è una pratica pericolosa, retaggio del medioevo scientifico di esperimenti ed annichilimento dell’essere umano. Impedimmo che questa pratica insulsa venisse praticata all’università, infatti non è mai più stata proposta. Ci furono dibattiti, eminenti scienziati che sostenevano che la modernità della pratica psichiatrica si avvalena di questi nuovi metodi (guarda a caso, gli USA sono i più grandi fautori della TEC). Ma non ci importavano le chiacchiere e gli articoli scientifici pubblicati a favore di questa “terapia” bensì l’idea di uomo che abbiamo, la morale e la filosofia Marxista Leninista, la concezione più alta dell’uomo mai esistita nell’900. Diceva Marx nel capitale: “In una fase superiore della società comunista, quando sarà scomparso l’asservimento degli individui alla divisione del lavoro e con esso l’antagonismo fra il lavoro intellettuale e quello manuale, quando il lavoro non sarà soltanto un mezzo per vivere ma diverrà esso stesso la prima necessità vitale, quando con lo sviluppo multiplo degli individua le forze produttive accresceranno, e tutte le sorgenti di ricchezza collettiva sgorgheranno in abbondanza, allora soltanto lo stretto orizzonte borghese potrà essere completamente superato e la società potrà scrivere sulle sue bandiere: da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni.”

Ma che c’entra la TEC e Marx con i bombardamenti in Libia? C’entra moltissimo perché ancora una volta gli scienziati, esponenti venduti di questa borghesia marcia non si sono schierati dalla parte dei più poveri, dei più indifesi. Conquistare la Libia, bombardare un paese sovrano è l’unico linguaggio che le potenze occidentali conoscono, quello del sangue e della sottomissione. Non starò adesso a spiegare le ragioni di quella che considero la farsa della rivoluzione in Libia (rimando agli articoli di Domenico Losurdo http://domenicolosurdo.blogspot.com/2011/03/lattacco-alla-libia-e-la-posizione.html ed Amedeo Curatoli http://lanostralotta.org/?p=190), ma voglio affermare con forza un principio che prima era tanto caro ai no-global ed alla sinistra extraparlamentare italiana: la democrazia non si esporta. Noi comunisti siamo per l’autodeterminazione dei popoli, che i libici facciano la loro rivoluzione contro il “satrapo” Gheddafi, ma non con i missili ONU e NATO, non con i servizi segreti inglesi che erano lì a dare man forte 2 mesi prima della cosidetta “rivolta civile”.

La disinformazione massiva creata da questi giornali borghesi e nazional-colonialisti genera confusione, odio, razzismo, apatia, nichilismo, tutti atteggiamenti cari alle socialdemocrazie occidentali ed all’impero USA. Pensate come si è trasfigurata la realtà di quest’ennesima guerra coloniale: i conquistatori ora li chiamano “la coalizione dei volenterosi” e bisticciano per chi deve assumere il comando dello sterminio!

Mai come adesso si è riusciti a far cominciare una guerra nel “silenzio assordante” dei maggiori partiti di Sinistra europea, dei pacifisti, delle associazioni, dei cattolici. Il Papa ha detto il 20/03/2011 : “Nei giorni scorsi le preoccupanti notizie che giungevano dalla Libia hanno suscitato anche in me viva trepidazione e timori. Ne avevo fatto particolare preghiera al Signore durante la settimana degli Esercizi Spirituali. Seguo ora gli ultimi eventi con grande apprensione, prego per coloro che sono coinvolti nella drammatica situazione di quel Paese e rivolgo un pressante appello a quanti hanno responsabilità politiche e militari, perché abbiano a cuore, anzitutto, l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e garantiscano l’accesso ai soccorsi umanitari. Alla popolazione desidero assicurare la mia commossa vicinanza, mentre chiedo a Dio che un orizzonte di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e sull’intera regione nord africana”. Questo è puro oscurantismo, è noi comunisti dobbiamo contrastare con tutta la nostra forza questo massacro. Non dobbiamo predicare la pace, come diceva Lenin, ma la guerra civile perchè non saranno gli “esercizi spirituali” a far cambiare lo stato delle cose, ma una profondo, radicale mutamento della società, l’inizio di un nuovo uomo, l’uomo socialisita.

Per concludere, ritornando al nostro caro scienziato dell’Univeristà di Barellona ed a i tanti altri scienziati che si sono venduti al neoliberismo, li inviterei a farsi un giro in Libia, se mai ne avessero il coraggio, ed “assaggiare” sulla propria pelle la giustezza della famosa risoluzione dell’ONU che a loro tanto sta a cuore.

Matteo de Notaris

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