Il nostro 25 aprile

Quest’anno 2008 ricorre il 63° anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo italiano e dal nazismo germanico. Ricorre pure il 60° anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale, entrata in vigore l’1 gennaio 1948. Indicando queste due date, si vuole sottolineare la straordinarietà di due eventi incancellabili dalla storia del popolo italiano. Qualcuno crede che basti rivedere e cambiare qualche titolo ad un libro di storia oppure introdurre una bugia in più nel tanto chiassoso, fastidioso, retorico e continuo apparire in pubblico, per stravolgere il significato di eventi storici così grandi e così alti nella coscienza civile degli italiani. Quel qualcuno si sbaglia, perché la lotta di Liberazione assieme alla Resistenza partigiana, condotte entrambe con spirito di abnegazione da centinaia di migliaia di uomini e donne in ogni parte d’Italia, a volte fino all’olocausto della propria vita, sono incancellabili. In primo luogo, checché ne pensi tutto il ciarpame clerico-fascista, la Resistenza fu comunista, perché furono appunto i comunisti che riuscirono a lottare fino in fondo contro i fascisti, i nazisti e i repubblichini. Altro che Resistenza di tutti. Indubbiamente, accanto ai comunisti organizzati nelle formazioni “Garibaldi e ” Gramsci”, ci sono state anche altre formazioni partigiane di altro orientamento politico-ideologico, ma occorre riaffermare con forza, anche sulla base dei dati statistici, che la battaglia per liberare l’Italia fu essenzialmente comunista. Furono soprattutto i comunisti che lottarono sui campi di battaglia, sulle montagne e nelle
pianure come nelle città d’Italia, posero fine al regime mussoliniano che con l’inganno e la violenza, dopo venti lunghissimi anni di persecuzioni e obbrobri, condusse il popolo italiano al disastro più nero.
Conosciamo l’Italia, i suoi ottomila e passa Comuni, e ci chiediamo come mai in nessuno di essi capita di trovare una lapide, un marmo, un cippo, una storia, un libro dedicato ad un fascista o ad un repubblichino morto nella difesa dell’Italia, morto nella difesa almeno dei suoi stessi ideali, morto
per la libertà e la democrazia del suo popolo. No. Non c’è. E se pure qualcosa ci dovesse essere, esso non è che il frutto della più bieca menzogna, il risultato di una mistificazione. Per cui andiamo a cercarlo questo signor costui fascista o repubblichino, andiamo a leggere le carte del nostro più recente passato presso gli archivi comunali dei Comuni d’Italia e con facilità ci si può accorgere che quel signor costui fascista o repubblichino non c’è, non esiste, perché non esiste nella logica fascista il bene della collettività. Per quel signor costui fascista e repubblichino esiste solamente la retorica del suo “Io”, il credere di essere unico al mondo, il credere di essere tutto al di sopra di tutto.
Certo, oggi, dopo queste ultime elezioni del 12-13 aprile 2008, fatte contro ogni logica dello stesso spirito democratico-borghese (gli autori di questa ‘porcata’ legislativa -Calderoli e Berlusconi- l’hanno ripresa pari pari dall’impianto di quella stessa famigerata legge con la quale il nazista Adolf Hitler vinse le elezioni nel 1932), ci troviamo in una situazione in cui con facilità revisionista quel signor costui fascista può cambiare le carte in tavola, e dire oggi il contrario di quanto detto ieri, e cioè che quello che lui pensava e detto non è stato capito oppure che è stato male interpretato. È una vecchia solfa questa, tipica di una mentalità fascista, per la quale conta solo il concetto di dominio dell¹uomosull¹uomo. Di fatto, la nuova maggioranza che oggi domina il parlamento italiano è una maggioranza non solo come comunemente si dice di destra, ma chiaramente neofascista con fortissime radici nella logica del nazismo.

Maggioranza questa che tenterà in tutti i modi di stravolgere il senso della storia del paese, del popolo italiano, dello stesso contesto in cui viviamo.
È dunque possibile cancellare le pagine di storia della Resistenza italiana come tenteranno di fare? Certo, tutto può accadere. Certo, queste pagine possono essere nuovamente occultate, richiuse in qualche armadio, questo sì, ma cancellarle no, non è possibile. Anche perché ci sono le stesse pietre che parlano. Sono centinaia di migliaia i morti, i feriti, le stragi, gli stupri, le persecuzioni e quanto altro per mano fascista e nazista che sono ancora lì a testimoniare.
Si tratta di un contributo di sangue e di eroismo del popolo italiano, in primo luogo della sua classe operaia e delle masse popolari, molto alto, consumato sull¹altare della liberazione del paese dall’occupante nazista e dai suoi più stretti collaboratori, i fascisti e i repubblichini. Per cui nessuno potrà mai cancellarlo, né dalla coscienza popolare, né dalle pagine della storia d’Italia.
Oggi, i vecchi e i nuovi partigiani sono coscienti dei pericoli che attraversa la Repubblica italiana e la stessa Costituzione; ed è per questo che sono fermamente decisi ad affermare la difesa del 25 Aprile e la stessa Costituzione nata dalla Resistenza partigiana.

Maurizio Nocera

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