I comunisti saranno sempre dalla parte dei piu’ indifesi.

Altri quattro bambini Rom uccisi dalla società borghese.

La cosa più stomachevole di tutte è la “carezza” insozzante e demagogica che il Presidente della Repubblica ha voluto fare  -ma che gentile signore!-  al padre dei piccoli Rom arsi vivi.

Che vergogna! Vergogna per tutti gli amministratori e sindaci cattolici, fascisti e transfughi del comunismo di tutte le città d’Italia i quali, accomunati da una tacita linea bipartisan, hanno mostrato, verso la popolazione Rom, il volto mostruoso e razzista di chi ha sempre trattato questa questione irrisolta come un problema di ordine pubblico, e lo hanno fatto anche per viltà e per convenienza politica. Alemanno è un fascista, e contro questa disgraziata popolazione di ultimi degli ultimi ricorre alla violenza poliziesca per radere al suolo i campi. Ma perché, Cofferati si comportò diversamente quando era sindaco di Bologna?

Che cosa occorrerebbe perché alcune migliaia di Rom di origine iugoslava che vivono nel nostro paese da oltre 50 anni potessero avere una decente sistemazione abitativa e non gli attuali orrendi campi-lager? Ci vorrebbe poco, molto poco ad eliminare questo scempio.

Neanche la Chiesa cattolica fa qualcosa per i Rom. Essi non hanno bisogno della “carità”, desiderano avere uno status di cittadini, lo desiderano come il pane, ancor più di un’abitazione! Le migliaia di bambini Rom che vivono nel nostro paese e così anche due generazioni precedenti la loro (i giovani genitori e i genitori dei genitori) sono stati cancellati dall’anagrafe dei loro paesi d’origine, e qui da noi non gli danno una tessera d’identità, gliela negano sistematicamente a Napoli come a Milano e a Torino perché  “la legge” non lo consente. E quando esibiscono, per la prova della loro esistenza il certificato di nascita (perché è da oltre 50 anni che nascono in Italia) si sentono rispondere che non vale niente perché non c’è una fotografia sul certificato di nascita!

Sono fantasmi vaganti, senza identità, senza alcuna possibilità di un lavoro come che sia, assoggettati quindi ad ogni tipo di arbitrio da parte della polizia e del Tribunale dei Minori i cui giudici possono facilmente e legalmente far decadere la patria podestà di genitori mendicanti pidocchiosi e privi di documenti (ma saranno poi davvero i genitori? – dicono i giudici) e dare i loro bambini in adozione a coppie benestanti in lista d’attesa.

Senza documenti che certifichino chi realmente sei, non  puoi vivere, non puoi lavorare, non puoi fare nulla; è come se non avessi la pelle e la tua carne viva fosse esposta al sole. Senza una qualche forma di documenti non si poteva ufficialmente esistere nemmeno all’epoca del prode Ettorre e di Achille pié veloce, figuriamoci oggi. Rifiutare di dare un documento di identità è un attacco ai diritti umani delle persone prima ancora che la negazione di un diritto civile.

Ecco perché le carezze demagogiche del Primo cittadino della nostra repubblica borghese ci disgustano e ci amareggiano.

Amedeo Curatoli

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.