Saviano, il vecchio che avanza.

Roberto Saviano non ha neanche fatto a tempo a superare i 30 anni che  già comincia a somigliare ad un democristiano. Alla sua età dovrebbe avere in testa idee fresche, idee naturalmente in contrasto, divergenza, disaccordo con il vecchiume, e naturalmente in sintonia con la meravigliosa gioventù convenuta a Roma da ogni parte del Paese per esprimere odio ripugnanza e schifo per questo governo. Invece  ragiona, ormai, come un reazionario rincoglionito. Se continua a trascinarsi su questo sentiero, non è  troppo difficile immaginare che cosa  diventa quando arriverà all’età di Kossiga.

Un tempo scrisse un bel libro, dimostrando che che la camorra è uno dei poli del capitalismo italiano. Si era  dunque accreditato come persona di sinistra, ma poi a poco a poco, autolesionisticamente, ha picconato l’immagine che la gente, soprattutto i giovani, si erano fatta di lui ed è  arrivato persino a schierarsi con i sionisti contro i palestinesi. Questa volta, incredibilmente, di getto, senza riflettere neanche un momento, si unisce, deciso,  al coro di tutta la stampa borghese che all’unanimità con articoli infami,  aizza  la polizia ad una maggiore durezza contro la cosidetta violenza dei manifestanti. Sofri, e va bene…ma ora pure Saviano?

Questo scrittore di successo non capisce che ormai lo Stato borghese liberatosi progressivamente dei vasti settori economici che controllava, si è ridotto, senza più orpelli di alcun genere , a pura e semplice macchina repressiva. Non che all’epoca di Scelba l’apparato poliziesco fosse meno brutale e assassino, tutt’altro. Allora però i padroni e il loro Sato dovevano tener conto di masse popolari che dispiegavano nelle piazze  una forza enormemente superiore a quella che oggi esprimono i movimenti, soprattutto perché allora quella forza  trovava nel parlamento nazionale una sponda  politica nel Pci (ricordiamoci dell’occupazione delle terre, di Tambroni, della legge truffa).  Se il Pci non era più un partito rivoluzionario marxista leninista, almeno però fin quando non si trasformò esso stesso in un partito d’ordine, difendeva a spada tratta la democrazia politica. Ora tutto ciò non esiste più, il parlamento è omologato. La criminale violenza poliziesca di tipo cileno scatenata nella caserma Ranieri a Napoli, e nella scuola Diaz a Genova, fu voluta e perfettamente organizzata dal centrosinistra a Napoli, dal centrodestra a Genova.

Chi sa se  Saviano ha letto una terribile intervista forcaiola di Kossiga poco prima che costui rendesse l’anima al signore. Se non l’ha ancora letta se la vada a cercare su internet, facilissimo trovarla, e rifletta davanti ad uno specchio: possible che un giovane scrittore come me debba fatalmente far la fine di un ministro di polizia democristiano?

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